Anno Giubilare nel 4° centenario della Diocesi

La nostra Diocesi sta raggiungendo una tappa significativa della sua storia: il 400° anno dalla sua erezione. Un Anno giubilare da vivere gioiosamente uniti in tutte le parrocchie e comunità.

«L’evento che ci attende è centrale nella storia della Chiesa di San Miniato. La celebrazione di questo giubileo arriverà dopo l’esperienza inedita e imprevista della pandemia. Tutto ciò deve rappresentare un forte stimolo per un’opera di rinnovamento della vita della nostra Chiesa, delle nostre comunità, del nostro annuncio. Un po’ ricordando anche quello a cui papa Francesco ci richiama quando afferma che il peccato più grande sarebbe quello di sprecare l’occasione di rinnovamento che la pandemia – tristissima vicenda – ci offre. Il giubileo potrebbe allora essere occasione di rilancio della nostra Chiesa e di ripensamento alla luce di quello che stiamo vivendo oggi»1.

“Per Cristo, Con Cristo e In Cristo”

È il tema scelto dal vescovo Andrea, condiviso nei vari consigli diocesani, per questo evento di grazia.

“Per Cristo”: per porre l’attenzione al “vangelo annunciato come buona novella” sottolineando il tema vocazionale.

“Con Cristo”: per sottolineare le tematiche della vita comunitaria e della carità.

“In Cristo”: per celebrare la propria appartenenza a Cristo nella liturgia e come Chiesa in uscita.

Particolare importanza sarà data alla nostra Cattedrale intitolata a santa Maria Assunta e san Genesio martire. Verranno promossi eventi per farla conoscere maggiormente e un pellegrinaggio di tutte le parrocchie verso la Chiesa Madre della Diocesi.

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1 Dall’intervista al vescovo Andrea Migliavacca pubblicata su “La Domenica” del 20/12/2020.

 

 

La Diocesi di San Miniato: pillole di storia

Il 5 dicembre 1622, con una bolla di papa Gregorio XV, fu istituita la Diocesi di San Miniato. Contestualmente la collegiata di santa Maria Assunta e san Genesio martire ne divenne la chiesa Cattedrale.

La Diocesi di San Miniato nacque grazie alla tenacia di Maria Maddalena d’Austria vedova di Cosimo II de’ Medici che, insieme al cav. Francesco Niccolini, ambasciatore presso la Santa Sede, intrecciò una difficile trattativa tra il Granducato e la Corte pontificia. Un nodo da sciogliere furono i confini della Diocesi, in quanto al vescovo di Lucca Mons. Guidiccioni dispiaceva perdere le parrocchie del Valdarno. La nuova diocesi di San Miniato, interamente estratta dalla diocesi di Lucca, fu composta da circa novanta chiese curate e da una ventina tra monasteri femminili e conventi di frati e fu affidata al Can. Mons. Andrea Bonaparte, che ne fu Amministratore apostolico fino al Maggio del 1624, quando venne ordinato vescovo Mons. Francesco Nori che prese possesso della Cattedra sanminiatese.

Molti i vescovi illustri che hanno governato la nostra Diocesi. Tra tutti ricordiamo il beato Mons. Pio Alberto Del Corona, elevato agli onori degli altari il 19 Settembre 2015 a San Miniato.

Oggi la nostra Diocesi è guidata da Mons. Andrea Migliavacca, 25o Vescovo di San Miniato. Si estende per 691 kmq e conta circa 180mila anime. È costituita da 91 parrocchie, divise in 4 vicariati. Svolgono il loro ministero 83 sacerdoti  - 18 dei quali appartenenti a ordini religiosi - e 11 diaconi permanenti, coadiuvati da 77 religiose. Riveste un ruolo importante l’attività del laicato, che vivacizza e arricchisce la Chiesa sanminiatese, anche attraverso oltre venti tra movimenti e aggregazioni impegnati in diversi e svariati ambiti.

 

Il logo del Giubileo

Il logo per il Giubileo della diocesi dipinto da Luca Macchi: un Cristo regale con i simboli dell’Eucaristia, dell’autorità vescovile e il profilo inconfondibile della nostra Cattedrale. «Quando un pittore, un pittore credente, affronta la figura di Gesù - confida Luca Macchi - allora si toccano corde particolari. Vorresti rendere il Suo aspetto regale e allo stesso tempo semplice e comprensibile. Ho cercato di manifestare la gioia dell’evento anche attraverso la vivacità dei colori. Il rosso per la veste regale di Cristo, l’azzurro del cielo, il giallo del Sole aureola. I colori primari attraverso i quali si fanno tutti gli altri»

L’appuntamento con i quattro secoli di vita della nostra diocesi è un appuntamento che tutti noi aspettavamo con gioia. Lo abbiamo pensato, visto avvicinare pian piano ed oggi siamo alle sue porte. Mai avrei pensato di poter ricevere l’invito da parte di monsignor Andrea Migliavacca a eseguire il logo-immagine che contraddistinguerà questo Giubileo. Per questo la prima cosa che desidero fare è quella di ringraziare Sua Eccellenza di questo invito al quale spero di essere stato all’altezza. Si, perché così come ho avuto grande gioia nel ricevere l’invito, ho avvertito anche la grande responsabilità.

La responsabilità di riuscire a elaborare una immagine rappresentativa per questo Giubileo della diocesi. Perché i quattrocento anni di vita della diocesi di San Miniato sono altrettanti anni di grandi eventi, di grandi cambiamenti e di arricchimento per tutto il territorio diocesano. Non possiamo non considerare che l’istituzione della diocesi ha voluto dire una nuova forza in tutto il territorio. Non soltanto una organizzazione capillare del territorio attraverso le parrocchie ma anche la nascita di nuove Confraternite, Accademie, Istituti di credito. All’indomani della nascita della diocesi sono stati necessari nuovi edifici come, ad esempio, il palazzo del Seminario vescovile o il Santuario del SS.mo Crocifisso, che hanno modificato, arricchendolo, l’aspetto urbanistico e scenografico della nostra San Miniato.

Naturalmente esempi simili si possono fare anche per le altre città della diocesi. Festeggiare oggi i quattro secoli di vita significa festeggiare le tante scelte, le tante strade intraprese e i tanti avvenimenti che ci hanno accompagnato e cambiato. Per rispondere adeguatamente all’invito del vescovo Andrea ho presentato tre dipinti della grandezza di cm. 100x70. Di questi tre dipinti è stato scelto quello che più rispondeva allo scopo.

Il dipinto scelto presenta la figura di Gesù Cristo con una veste di colore rosso, simbolo di regalità e potere e si staglia contro il cielo blu oltremare. Il blu azzurro è il colore legato all’aspetto divino e celeste di Cristo. Dunque il Cristo in veste regale si staglia nell’azzurro del cielo e ha per aureola il Sole. La figura di Gesù si fa incontro ai fedeli portando il pane e il vino, simboli dell’Eucaristia, insieme alla mitria e al pastorale, simboli dell’autorità vescovile. Ad occupare il centro della composizione, tra la mitria e il pastorale, è la facciata della antica pieve di Santa Maria Assunta e Genesio martire che, proprio grazie elevazione di San Miniato a sede vescovile, ha assunto il titolo di Cattedrale: la Chiesa madre della diocesi. Alla base dell’immagine sono riportate la scritta «Per Cristo, con Cristo e in Cristo» e le date 1622 e 2022.

È stato naturale che Gesù fosse il protagonista della composizione. Quando un pittore, un pittore credente, affronta la figura di Gesù allora si toccano corde particolari. Vorresti rendere il Suo aspetto regale e allo stesso tempo semplice e comprensibile. Ho cercato di manifestare la gioia dell’evento anche attraverso la vivacità dei colori. Il rosso per la veste regale di Cristo, l’azzurro del cielo, il giallo del Sole aureola. I colori primari attraverso i quali si fanno tutti gli altri.


«Desidero esprimere il mio grazie a Luca Macchi per la disponibilità nel predisporre questa immagine e anche per la sua competenza e bravura. L’immagine ritrae un Cristo glorioso, il Cristo risorto e vivente, che riassume il percorso che porta al Giubileo: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo”. E questo è il senso più vero del riconoscerci diocesi: siamo discepoli di Cristo e questo vogliamo riscoprire e rinnovare nella nostra sequela».

+ Andrea Vescovo


 

Luca Macchi, autore del logo del Giubileo:

una vita dedicata all’arte

Pittore e incisore Luca Macchi, autore del logo del Giubileo della diocesi, è nato nel 1961 a San Miniato, e quivi tutt’ora vive e lavora. Docente di Storia dell’Arte presso la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, ricopre attualmente la carica di presidente della Commissione per i Beni Culturali della nostra diocesi. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha iniziato la sua attività espositiva negli anni Ottanta. Tra le sue ultime mostre ricordiamo: Galleria La Pigna, Roma 2012; Galleria San Vidal, Venezia 2015; Palazzo Pretorio di Certaldo, 2016; Palazzo Grifoni, San Miniato, 2017; Palazzo del Pegaso, Firenze 2018; Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, 2018; Sala Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, Firenze 2020 con in catalogo testi di Cristina Acidini, Antonio Guicciardini Salini, Andrea Granchi, Luigi Zangheri, Nicola Micieli. I Luca Macchi ha realizzato opere di arte sacra per le chiese di San Miniato, Cigoli, Marzana, Montopoli Valdarno, Collegalli, Albinatico (Pt) e per il Sacrario dei caduti di tutte le guerre del Comune di San Miniato. Tra queste ricordiamo in particolare i dipinti murali e il Crocifisso d’altare dell’oratorio di San Matteo a Moriolo (2000); il Crocifisso della Misericordia nella chiesa della SS.ma Trinità a San Miniato (2004); nel 2009 riceve l’incarico di realizzare nel Santuario della Madre dei Bimbi a Cigoli la parete con la storia del furto e della restituzione della sacra immagine della Vergine, chiamata anche Parete della restituzione (cm. 833×422) inaugurata nel 2011. Per la grafica sono da ricordare le incisione realizzate per i manifesti degli spettacoli dell’Istituto del Dramma Popolare e la cartella di acqueforti «Nel Segno, La Parola – Immagini dal Libro dell’Apocalisse» con testi di Mario Luzi, Padre Bernardino Farnetani, Nicola Micieli. La cartella venne anche donata a papa Giovanni Paolo II. Ha curato varie pubblicazioni tra le quali: «Dilvo Lotti, un maestro della pittura» (2007); «Dilvo Lotti, l’arte e la fede» (2008); «Il Palazzo Grifoni di San Miniato» (2008); «Lodovico Cardi detto il Cigoli» (2013); «Bissietta, la vita, l’arte, il ritorno a San Miniato» (2019).