Sabato 23 Maggio alle ore 21.30, a San Miniato in Cattedrale si è tenuta la Veglia di Pentecoste, animata dalle Aggregazioni Laicali presenti in Diocesi. “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune”, ci dice San Paolo nella prima Lettera ai Corinti (12,7) ed è proprio nelle molteplici aggregazioni e movimenti che troviamo espressi e incarnati i vari doni dello Spirito Santo che fu effuso sulla Chiesa nascente nel giorno di Pentecoste. Nella Veglia il Vescovo ha anche amministrato la Cresima ad un gruppo di giovani adulti. Il Giorno di Pentecoste poi, nel Pontificale delle ore 11, Mons. Vescovo ha amministrato la Cresima ai ragazzi delle parrocchie di San Miniato, La Scala, Isola e Roffia.
A seguire le Omelie del Vescovo della Veglia e del Giorno di Pentecoste e una raccolta di foto con i momenti salienti della celebrazione della Veglia.
Omelia delle Veglia di Pentecoste
Fa impressione immaginarsi Gesù, come descrive il Vangelo, ritto in piedi che grida: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva! Chi crede in me, dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Chi ha sete… Chi di noi potrebbe dire: «Non ho sete», sete di vita, di bene, di amore, di giustizia, di libertà, di felicità? Una sete senza limiti, una sete che nulla può esaurire, verrebbe da dire. Nulla, infatti, di ciò che cerchiamo – e conquistiamo magari – per soddisfare questa sete, riesce a rispondere pienamente.
Gesù, invece, ritto davanti a tutti, dice: «Chi beve di me, dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Cioè sarà inesauribile l’esperienza di una sete dissetata. Non è la promessa di un appagamento… Quando uso questa parola, mi viene a mente che in spagnolo, lingua che ho parlato per tanti anni, appagare vuol dire spegnere. Gesù non vuole spegnere la nostra sete, renderci imperturbabili, indifferenti, ma anzi vuole rendere la nostra sete ancora più profonda, ancora più inesauribile, affinché ci rendiamo conto che solo Lui, solo Dio, può soddisfare la nostra sete. […] » Leggi tutto
Omelia del Giorno di Pentecoste
Mentre ascoltavo la prima lettura, che racconta il giorno di Pentecoste, pensavo agli apostoli, chiusi nel cenacolo, un po’ confusi dopo l’ascensione (che abbiamo celebrato domenica scorsa) anche se Gesù aveva detto loro: «È meglio che me ne vada, perché così verrà lo Spirito in voi, che ancora non capite». Infatti, il giorno stesso dell’Ascensione, uno degli apostoli aveva chiesto a Gesù: «È ora il momento in cui ricostituirai il regno di Israele?». Non avevano ancora capito: Egli aveva dato la vita sulla croce per farci capire che ogni persona è amata in modo infinito. Ognuno di voi, ognuno di noi se siamo al mondo è perché Dio ci ama in modo infinito. Ci ha tratto dal niente, non c’eravamo. Cento anni fa – anzi diciamo centoventi, visto che il mio babbo ne ha più di cento – nessuno c’era di noi. Il mondo esisteva, ma noi non c’eravamo. Dal nulla ci ha creato, attraverso l’amore dei genitori, attraverso una storia: ognuno di noi ha dentro il suo DNA la storia di innumerevoli persone che hanno vissuto prima di noi e che il Signore ha voluto e amato. […] » Leggi tutto
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