Mercoledì 1° luglio la sala parrocchiale di San Miniato Basso si è riempita di luce, di sorrisi e del profumo invitante di una cena a base di pizza. Un momento speciale, nato dal desiderio di salutare gli amici dell’associazione «Abbracciami» e le loro famiglie prima della pausa estiva, per festeggiare insieme un anno intenso di attività e di solidarietà, con la promessa di ritrovarsi a settembre ancora più carichi di energia. La serata ha coronato mesi di lavoro e di collaborazione tra la Caritas parrocchiale, da sempre in prima linea sul territorio, l’Emporio della Solidarietà e l’associazione «Abbracciami». Quest’ultima è una realtà nata nel maggio 2021 dall’iniziativa di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi neuroatipici, in prevalenza autistici. Pur avendo sede principale a Empoli, il suo raggio d’azione abbraccia l’intero territorio dell’Empolese, della Valdelsa e del Valdarno.
COSTRUIRE L’AUTONOMIA E UN FUTURO INSIEME
Come tiene a sottolineare con forza la presidente Sabina, il progetto è nato per un motivo preciso: offrire ai ragazzi M un’opportunità concreta di autonomia. L’associazione si batte ogni giorno perché sia riconosciuto e perseguito il diritto dei figli a essere inclusi nella realtà sociale in cui vivono, diventandone parte integrante. Non si tratta di semplice assistenza, ma di una presa in carico globale capace di costruire, per ciascuno di loro, un vero e proprio «progetto di vita».
I VERI PROTAGONISTI DELLA SERATA
Cuore pulsante della festa sono stati loro, con la loro straordinaria energia: Leonardo, Armando, Matteo, Tommaso, Paolo, Erica e Daniel. Accanto a loro, a condividere la gioia dello stare insieme, il parroco don Fabrizio e don Alfonso, insieme ai volontari che hanno reso possibile il progetto: Isa, Marianna, Giorgio, Vanessa, Benedetta, Gianluca, Paolo, Cristina, Maria, Alberto e Angelo. Presenti anche Helga Conforti, responsabile degli Empori della Solidarietà della Caritas diocesana, e Simona Della Maggiore, responsabile della Caritas parrocchiale: le due menti che hanno messo in piedi l’iniziativa. Mangiare una pizza insieme è stato il modo più bello per ricordare a tutti che l’inclusione non è soltanto una parola, ma si costruisce giorno dopo giorno, anche e soprattutto sedendosi alla stessa tavola. Come ha ricordato il parroco, la parrocchia deve continuare a essere un avamposto di solidarietà, capace di generare cultura in questa direzione. Ci si è salutati con l’augurio di una buona estate a tutti, e con un arrivederci già fissato a settembre.

