Un "cuore solo e un’anima sola"

Letizia Tofani inizia il Noviziato a Lecceto

di Riccardo Ceccatelli

LECCETO (SI) – In un’atmosfera di profonda gioia pasquale, Sabato 11 Aprile, vigilia della Domenica in Albis, la comunità monastica agostiniana dell’Eremo di San Salvatore di Lecceto ha celebrato un momento di grazia: l’ingresso ufficiale in Noviziato di Letizia Tofani. La giovane, originaria della parrocchia di Sant’Angelo a Montorzo a La Scala nella Diocesi di San Miniato, ha confermato il suo desiderio di seguire Cristo secondo il carisma di Sant’Agostino.

La celebrazione, presieduta da Padre Paolo Del Bianco, agostiniano fiorentino e Priore della comunità di Santa Rita a Tor Bella Monaca, ha segnato il passaggio di Letizia dal postulantato alla tappa fondamentale del Noviziato. Davanti alla comunità, ai genitori, ai numerosi parenti, amici e parrocchiani venuti per sostenerla col parroco don Francesco Zucchelli, Letizia ha risposto alla domanda prevista dal Rito e rivoltale dalla Madre Superiora “Che cosa chiedi?”  esprimendo la volontà di fare esperienza della vita santa che “ha tutto in comune”. Uno dei momenti più toccanti è stata la successiva benedizione e consegna dell’abito religioso: un saio bianco (questo il colore per le novizie) segno visibile del “rivestirsi dell’uomo nuovo”, per annunziare con la propria vita la futura risurrezione.

Con questo rito, senza essere ancora vincolata da voti, Letizia è entrata in una fase di ritiro e approfondimento spirituale in cui sperimenterà pienamente lo stile di vita della famiglia agostiniana. Come sottolineato nelle preghiere del rito stesso, questo tempo di prova è una vera “scuola del cuore”, in cui Letizia, guidata dalla Maestra delle novizie, si nutrirà della Parola di Dio e della Regola agostiniana per crescere nell’intimità con Cristo. La strada intrapresa col noviziato la porterà poi, con un percorso che dura diversi anni, verso la Professione Semplice, prima, e infine alla Professione Solenne.

Una volta rivestito il nuovo abito, il rito è proseguito con un caloroso abbraccio di pace tra la nuova novizia e le sue consorelle, sulle note dell’inno Magne Pater Augustine.

Dopo la proclamazione della Parola di Dio, il celebrante, Padre Paolo, ha tenuto una breve omelia a partire dalle letture ascoltate, in particolare sul passo di Atti 2, 42 dove si legge che i cristiani  “erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del

pane e nelle preghiere”, che – ha sottolineato il celebrante – è esattamente quanto ha chiesto Letizia di fare entrando in Noviziato. Padre Paolo ha poi voluto portare all’attenzione di tutti noi presenti una frase che proprio Letizia aveva detto in occasione di un ritiro per giovani durante la scorsa estate: “da quando sono in monastero mi sono aperta al mondo”.

Eh sì, questa affermazione ci fa alquanto riflettere! Le mura del convento, che ai nostri occhi sembrano costituire un isolamento dal mondo, paradossalmente sono in realtà, nell’assiduità della preghiera e nella vicinanza a Cristo, un modo del tutto unico per immergersi totalmente e completamente nel mondo, nei drammi umani più profondi e nelle gioie più intime di ogni uomo e donna che cerca sinceramente il Signore. Queste mura non chiudono affatto lo sguardo delle monache che vi sono raccolte in preghiera, ma anzi sono un’immensa finestra sul mondo intero e sulle alterne vicende del genere umano.

Al termine del Rito, in un momento di convivialità, Letizia ha salutato parenti e amici nella sala del parlatorio con tutte le consorelle. Ci siamo congedati con una foto ricordo e con l’assicurazione di una reciproca preghiera: noi pregheremo perché il Signore la sostenga nel cammino che ha intrapreso e l’aiuti sempre a discernere la sua volontà; e Letizia certamente non mancherà di pregare per noi. Ma ci consola il fatto che, tutto sommato, Lecceto non è poi così distante da San Miniato e possiamo tornare a trovarla quando vogliamo unendosi a lei e alle consorelle nella preghiera della Liturgia delle Ore, che celebrano quotidianamente in chiesa aperta a tutti, o anche nella Santa Messa (Per info: home – Eremo di Lecceto).