Elbasan (Albania), Perù, Torino, Scampia (Napoli), Kalamata (Grecia). Sono queste le mete che i ragazzi e le ragazze dei Progetti «Le quattro del pomeriggio» «Giovani sul campo», promossi da Caritas diocesana, hanno toccato nel periodo estivo. I giovani di gruppi e parrocchie hanno vissuto esperienze di servizio e confronti con le realtà ospitanti: a Mollas e Lumas, distretto di Elbasan, con le Suore Figlie della Carità, nella loro casa famiglia e nei campi estivi organizzati per bambini e ragazze; in Perù, luogo di missione del nostro vescovo, nella parrocchia di Ancon, a Lima, e in alcune comunità cristiane dell’Amazzonia; a Torino al Cottolengo, nelle case per disabili e persone fragili, nella mensa delle Suore Vincenziane alla Stazione di Porta Nuova, all’Arsenale della Pace del Sermig e alla Comunità per malati di Aids del Gruppo Abele; a Scampia, con l’associazione (R)esistenza che ospita detenuti in affidamento e famiglie sfollate dalle Vele in attesa di una casa, dove si è organizzata un’attività di animazione per i bambini e i ragazzi del quartiere; a Kalamata nel Peloponneso con la cooperativa sociale Palmi, che si occupa di agricoltura sociale, turismo sostenibile e inserimento lavorativo per persone in sofferenza mentale.
Venerdì 16 ottobre, a Capanne, i giovani della diocesi partecipanti ai viaggi, ma anche non, si sono incontrati in un focus group di scambio nel quale sono stati raccontati punti salienti dei servizi, caratteristiche dei luoghi e dei contesti, punti di forza e criticità delle esperienze, ma soprattutto emozioni. La sensazione principale è stata quella di provare un senso di gratitudine verso realtà lontane dalla propria quotidianità, ma che hanno smosso nei giovani un sentimento di vicinanza e di solidarietà che è andato oltre la loro dimensione di vita e oltre una prospettiva, a volte, troppo limitata. La parola più volte ripetuta è stata «accoglienza», un’accoglienza che questi ragazze e ragazzi hanno sentito sulla pelle e nel cuore. «Credo – ha detto il direttore della Caritas diocesana, don Armando Zappolini – che sentirsi accolti aiuta ad accogliere a sua volta. Caritas continuerà sempre a dare ai nostri giovani queste opportunità di viaggio. Negli anni abbiamo constatato come l’esperienza diretta apre le menti e aiuta i ragazzi e le ragazze a proiettarsi verso un mondo inclusivo, accogliente e vicino al prossimo».
