Alla vigilia della 100ª Giornata Missionaria Mondiale, si è svolta venerdì 16 ottobre, nella chiesa delle Melorie (Ponsacco), una veglia di preghiera guidata dal vescovo Giovanni. Un momento di adorazione eucaristica, in cui si sono alternate la preghiera dei salmi, la lettura di passi dal messaggio di papa Leone per la Giornata Missionaria e da canti, la lode attraverso il canto. La lettura del vangelo, alcuni versetti tratti dalla preghiera di Gesù nell’ultima cena, è stata commentata dal vescovo Giovanni. Gesù si rivolge al Padre pregando che i discepoli «siano una sola cosa, perché il mondo creda».
Se non siamo uniti, ha ricordato il vescovo, non possiamo pretendere che la nostra testimonianza sia credibile. Il tema scelto per la centesima Giornata richiamava proprio questo: l’umanità nuova, che nasce dalla fede, è il segno più grande e la testimonianza più efficace. «La Chiesa esiste per la missione», ha sottolineato monsignor Paccosi: chi incontra Gesù vede cambiare la propria vita. L’eternità comincia a diventare esperienza quotidiana. E una vita vissuta così risulta attraente. In particolare, dove la Chiesa è vissuta come unità, rinasce l’umanità. È così che la fede si è diffusa fin dai primi secoli, quasi «per invidia» di una vita più bella e più intensa, e continua a diffondersi oggi.
Il vescovo ha voluto ricordare, a questo proposito, le tante testimonianze di umanità nuova che il Signore fa nascere nelle nostre comunità. Da qui l’invito a rianimare l’urgenza della missione nelle parrocchie, nei consigli pastorali, nella catechesi, in tutta la vita ecclesiale: tutto è per la missione, perché Gesù sia conosciuto e perché la sua presenza, che adoriamo nell’Eucaristia, possa riempire il cuore degli uomini e trasformare il mondo.

