Dalla Diocesi

Festa dello Shalom all’insegna di Francesco, Giullare di Dio

La Redazione

La festa della Pace di Shalom nell’auditorium di piazza Bonaparte a San Miniato con gli interventi di Franco Cardini e dell’abate Bernardo Gianni.

Quest’anno la 51ª Festa della Pace, promossa il primo giorno di maggio dal Movimento Shalom, si è spostata, da Collegalli, dove veniva tradizionalmente organizzata, al centro storico di San Miniato, in piazza Buonaparte, cioè in quello che ne è ormai diventato il polo operativo. Si pensi che oltre al grande edificio della sua sede, cioè palazzo Buonaparte appunto, con il primo piano interamente occupato dal Movimento, c’è il bar a livello della piazza, dove da qualche anno ha sede un apprezzato Bistrot Bonaparte, ma c’è anche, sull’altro lato, un’ottima pizzeria, Pizza de’ Polli, ambedue gestiti da una cooperativa nata direttamente all’interno di Shalom.

Se adesso pensiamo che Massimo Cerbai della direzione del Crédit Agricole, durante questo intenso pomeriggio, ha annunciato che il Movimento potrà da oggi contare anche sul secondo piano dello stesso edificio, allora siamo in una situazione di grande interesse, che offre carte ulteriori a un’associazione nata ormai più di cinquant’anni fa e celebrata in ogni modo anche in questa giornata di inizio maggio. Insieme al Movimento Shalom, c’era naturalmente mons. Andrea Cristiani, che dall’inizio fino ad oggi ne è stato il fondatore, ma anche lo straordinario ispiratore. Tutti, infatti, non hanno potuto far a meno di tesserne le lodi, da mons. vescovo, Giovanni Paccosi a Simone Giglioli, sindaco di San Miniato; da Alessandra Nardini assessore regionale a Massimo Cerbai del Crédit Agricole; da Linda Vanni, sindaca di Montopoli fino ai numerosissimi presenti, provenienti da varie parti del mondo, tra l’altro suor Sabine Kima, responsabile Shalom per il sostegno a distanza nel Burkina Faso.

«Abbiamo scelto la storica città di San Miniato – dice Luca Gemignani, direttore del Movimento -, con la bellissima piazza Buonaparte, superando la tradizionale “scampagnata” a Collegalli; quest’ultima, infatti, creava disagi ai numerosi partecipanti storici per la carenza di parcheggi e di strutture adeguate in caso di pioggia. L’auditorium di Crédit Agricole (gc) è stato la splendida cornice dei nostri incontri, mentre in piazza ci saranno i giochi gonfiabili, gli stand e anche i tavoli di un affollatissimo ristorante». «In un tempo tragico per l’intera umanità – continua don Andrea -, intendiamo proporre pensieri e azioni in controtendenza: mentre nel mondo si uccidono i bambini, noi diamo vita a migliaia di adozioni a distanza, garantendo cibo, istruzione e salute. Vogliamo far sentire il grido di chi cerca un padre e una madre che lo accolgano con amore; ascolteremo, per questo, la gioia dei giovani adottati e dei loro genitori. Testimoni di pace ci Q accompagneranno per tutta la giornata. Sarà ancora più forte il ricordo di Papa Francesco a un anno dal suo ritorno nel cuore di Dio. A dargli voce saranno due personalità di spicco: padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, che ha predicato gli esercizi spirituali al Santo Padre e il professor Franco Cardini, storico di fama internazionale. Essi ci parleranno delle sfide a cui siamo chiamati, partendo dal più grande degli italiani: san Francesco d’Assisi, una figura ancora vivissima nonostante gli otto secoli che ci separano da lui».

Dopo i saluti delle autorità, presenti (ma anche assenti per altri impegni, come Eugenio Giani, governatore della Toscana, che non ha fatto mancare il suo augurio, attraverso l’assessore Nardini), hanno infatti parlato il prof. Cardini e l’abate Bernardo, ambedue con la capacità narrativa dei grandi predicatori a cui fanno riferimento. Le loro ispirate parole sono state intervallate da un’ulteriore predicazione, quella di mons. Cristiani, che non ha risparmiato strali contro quegli uomini che usano la guerra come strumento di arricchimento personale. In questo senso il lavoro del Movimento Shalom è orientato in modo assolutamente opposto e gli esempi sarebbero numerosi (don Andrea ne ha fatti molti, parlando ad esempio di un aiuto all’imprenditoria dei paesi emergenti, in opposizione ad una solidarietà di facciata, che sostanzialmente non cambia nulla). Anche l’idea della pace va in questo senso, «pace è conoscere l’altro, non integrarlo, né prevaricarlo».

Da qui il lavoro che il Movimento Shalom fa nei confronti dell’Islam, ad esempio guardando con assoluto rispetto e alle volte partecipando alle cerimonie legate al Ramadan, promuovendo una corretta lettura del Corano, dove la figura di Cristo e di Maria, sua madre, sono ben presenti. Quando qualcuno commenta questi atti con parole addirittura offensive, compie un atto di chiusura, nei confronti di persone che vivono la loro fede in modo straordinariamente partecipato e che nel mondo sono più di due miliardi, cioè oltre il 25 per cento della popolazione. Il riferimento si lega evidentemente a quanto è successo in questi giorni nel Comune di Santa Croce, dove la visita alla moschea da parte di don Donato Agostinelli preposto, di don Andrea e di don Armando Zappolini, responsabile della Caritas diocesana, sono state commentate con parole scandalizzate e a volte cariche di odio immotivato, come se questi sacerdoti avessero compiuto una specie di peccato mortale, contro la morale corrente.