Biblioteca Mistica

Un invito alla lettura delle opere di don Divo Barsotti

di Leopoldo Campinotti

Ogni volta che faccio il Cammino di don Divo Barsotti, tra le colline di Palaia, mi viene rivolta la domanda: quale libro mi consigli di leggere per avvicinarmi a don Divo?

Sinceramente è la domanda più spontanea, ma anche quella alla quale mi sento più in difficoltà a rispondere. La bibliografia di don Divo è imponente. I testi ricoprono l’intera sua lunga vita ed io mi ci sto avvicinando da poco tempo. Complessivamente ci sono oltre 150 testi di don Divo pubblicati. Inoltre ci sono le sbobinature delle oltre 3.000 conferenze e ritiri che ha tenuto in giro per il mondo, i cui spezzoni sono riportati nei testi che ne tracciano la sua spiritualità (per esempio gli scritti di P. Serafino Tognetti: “I Giovani della Fornace” e di Margherita Ientile: la Divina Avventura di don Divo Barsotti).

Certamente, se si vuole conoscere la storia del nostro sacerdote, si deve partire da biografie scritte da persone che lo hanno frequentato e conosciuto profondamente. Ma se si vuole un suo insegnamento diretto che si ritrova nei suoi libri dobbiamo avere degli approcci diversificati. Don Divo non era un teologo, nel senso stretto della parola, ma aveva la dote di “vedere” Dio in ogni aspetto della nostra umanità, e pertanto sa accompagnarci nelle nostre specifiche ricerche di Dio. Così ho pensato di proporre ai lettori de La Domenica, un testo al mese, principalmente del periodo che va dagli anni “45/”70 del secolo scorso. Un testo che ci appassioni, sì, nella lettura, ma anche nella ricerca. In effetti, ritrovare i suoi libri non è sempre facile, anche se le Edizioni Paoline e l’Edizione Parva hanno ripubblicato nel tempo i titoli più richiesti. Ma tutto sommato, anche questa apparente difficoltà, a me piace.

Recuperare su internet i libri vecchi, le prime serie, magari intonsi o con le note dei precedenti proprietari, mi dà la sensazione di tornare al tempo che don Divo scriveva, e questo mi aiuta ad entrare in sintonia con lui e con la sua storia. Il primo testo che propongo e che veramente mi ha cambiato dal profondo è: IL SIGNORE E’ UNO. È la trascrizione degli Esercizi spirituali tenuti da don Divo a Camaldoli O nel 1962. Il testo è di facile lettura, soprattutto se ci si mette nella condizione di “ascoltare” la voce del padre, non di leggere soltanto. Non è infatti un libro da “leggere” semplicemente: ci si deve lasciar trasportare nella comprensione sapendo che don Divo ha a cuore “assumere” tutto e tutti in Cristo. Partendo dalla preghiera del popolo ebraico, lo Shema Israel, Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno – don Divo porta il lettore a percepirsi prima comunità e poi unità in Cristo. Ogni Capitolo (meditazione giornaliera) è un crescendo di appassionate riflessioni sulla bellezza del mistero cristiano: “Se nulla vi è di comune tra Dio e la creatura, come è possibile che Dio sia il Dio di Israele e Israele sia il popolo di Dio?” “Per il mistero dell’Incarnazione divina l’uomo può veramente entrare nell’unità di Dio…”. Ascoltando don Divo veniamo trascinati nel turbinio del desiderio di santità; il bisogno di essere santi passa attraverso la purificazione lenta, graduale che non dimentica le passioni dell’uomo, che “essendo dono di Dio di per sé sono buone”, ma che realmente servono all’uomo se sono ordinate al fine ultimo che è Dio. In questo accalorato percorso verso la santità, don Divo ci fa accompagnare da tantissimi santi che ci fanno da metro di confronto e guida, dimostrando la sua imponente capacità di assimilare e restituire la presenza di Cristo nelle storie di tanti uomini e donne della storia. Ma ci trasferisce anche esperienze di mistici e di religioni lontane dal cristianesimo che tracciano la presenza di Dio nell’intera umanità.

Il libro si legge bene, anche in tempi distinti e senza continuità. Trattandosi di conferenze hanno una modalità di esposizione – direi – circolare, che si apre e si chiude rendendo anche ogni parte a sé stante. Ovviamente la forma completa sta nella lettura del tutto. A me piace però anche tornare indietro e ritornarci sopra più volte perché dalla lettura della fine si riprendono e comprendono concetti esposti parzialmente nelle meditazioni precedenti. Va precisato che don Divo parla alla sua Comunità e in un determinato periodo storico, quindi il tema della astinenza e della castità sono particolarmente impegnativi, ma tutto viene esposto nella consapevolezza che il cammino del cristiano è sempre un cammino verso Dio. Sono riflessioni spesso forti ma che richiamano la priorità di Dio nella nostra vita. Parole che sono rivolte a persone che vivono il loro quotidiano, ma non si estraniano dal mondo. Vivere in comunione con Dio nella nostra vita è Paradiso già adesso: nonostante don Divo sia un mistico, in lui non c’è astrazione ma concretezza ed invito all’azione, alla presenza costante di Dio. Certo è l’invito a morire ogni giorno un po’ a noi stessi per far trasparire il regno di Dio in noi. Con queste poche righe non ho la presunzione di voler fare la presentazione del libro, ma solo invitare ad un modo diverso di lettura dei testi del padre. Una lettura che non si spaventi della mistica e non abbia timore di non sentirsi all’altezza. Don Divo vede e ci racconta Dio come il nostro intimo ha bisogno di sentirselo raccontare.