Undici pellegrini della nostra diocesi a piedi verso Assisi

Tra cielo e terra

La Redazione

Una media di venticinque chilometri al giorno, dieci ore di cammino dal sorgere al calare del sole e undici paia di piedi. Sono i numeri di «In cammino tra Cielo e Terra», il pellegrinaggio a piedi da La Verna ad Assisi guidato da don Tommaso Botti, responsabile della Pastorale per il turismo e lo sport della diocesi di San Miniato, nell’ottavo centenario della morte di san Francesco.
Il cammino è partito domenica 27 settembre e si concluderà ad Assisi domenica 4 ottobre, giorno della solennità del santo patrono d’Italia, la cui festa nazionale, abolita nel 1977, torna proprio quest’anno. Un itinerario che ripercorre in senso inverso la strada che nel 1224 condusse il Poverello da Assisi a La Verna, dove ricevette da Cristo le stimmate.
Nel gruppo di pellegrinaggio è rappresentata un po’ tutta la diocesi: Cerreto Guidi, San Romano, Crespina, Fucecchio, Lavaiano e Ponsacco. Il percorso attraversa boschi, campi e sentieri, toccando eremi e borghi. L’occasione, per dirla con la presentazione dell’iniziativa avvenuta nel marzo scorso, è riscoprire ciò che conta davvero e «fare un po’ il tagliando» alla propria vita spirituale.
«Cerchiamo di vivere i momenti di spiritualità negli incontri con gli eremi e con quello che offre il territorio dal punto di vista religioso», racconta don Botti.
La prima tappa ha portato al Passo di Viamaggio, a 983 metri, valico dell’Alpe della Luna che unisce l’Alta Valtiberina alla Valmarecchia. Di lì passava la Via Ariminensis, strada romana del III secolo a.C. tra Arezzo e Rimini.
La seconda, di 27 chilometri quasi tutta nella foresta, ha riservato una sosta speciale all’eremo di Montecasale, presso Sansepolcro. Fondato nel 1192 dai camaldolesi con un ospizio per i viandanti, fu ceduto nel 1213 a Francesco dal vescovo di Città di Castello: qui, raccontano i Fioretti, il santo convertì i briganti, e qui vivono ancora i frati cappuccini. Poi il meritato riposo nella bellissima Sansepolcro, il «Borgo» che la tradizione vuole nato dal ritorno di due pellegrini, Arcano ed Egidio, con le reliquie del Santo Sepolcro. Un borgo nato proprio da un pellegrinaggio, dunque, che ha dato i natali a Piero della Francesca e che vide Francesco predicare sui gradini dell’antico Duomo.
La terza tappa ha condotto invece a Città di Castello.
Martedì mattina, nell’unico tratto di strada asfaltata del percorso, i pellegrini hanno trovato una sorpresa: il vescovo Giovanni Paccosi lì ha raggiunti in auto mentre era di ritorno da un impegno per portare loro il saluto di tutta la diocesi.
Restano ancora giorni e chilometri davanti, ma il “tagliando” intanto è cominciato…