Inventario Sinodale

Quando la scuola di teologia si fa in parrocchia

di Francesco Fisoni

Da circa un anno la parrocchia di Cigoli propone un percorso alla scoperta della storia della teologia cristiana. Un viaggio affascinante fatto nel dopo cena, dove si ascoltano di volta in volta le storie di giganti senza tempo come Ambrogio, Agostino, san Bernardo, san Tommaso… un po’ come si faceva una volta a veglia intorno al focolare con le storie degli antichi eroi, senza pesantezza e con tanta voglia di saperne di più.

 

Cosa significa «generato non creato»? Nel piano di Dio l’Incarnazione sarebbe avvenuta anche senza il peccato originale? Perché per gli ortodossi lo Spirito procede dal Padre ma non dal Figlio? Come si concilia il racconto della creazione dell’uomo con la teoria evoluzionistica?

Poche – apparentemente semplici – domande, ma capaci di far tremare i polsi a chiunque non abbia riflettuto abbastanza, e con serietà, sulle ragioni della fede che professa. La teologia è esattamente l’ambito in cui questi interrogativi trovano accoglienza e ricevono una risposta, e se uno scrittore agnostico come Jorge Luis Borges ha scritto con disincanto che «la teologia è un ramo della letteratura fantastica», un gigante del pensiero cattolico contemporaneo come Joseph Ratzinger gli fa idealmente eco precisando acutamente, e in più occasioni, che è proprio per ancorare la fede alla ragione e la ragione alla fede che esiste la teologia. È per venire incontro proprio a questa esigenza di capire e riflettere sulla fede che a Cigoli è nata, circa un anno fa, una piccola scuola serale di teologia.

Un sodalizio di persone si ritrova a cadenza non programmata nell’ampio androne voltato, accanto al santuario; un luogo tra l’altro di grande suggestione, nel quale l’occhio attento è in grado di riconoscere l’antica forma di un teatro che qui si trovava nei secoli passati. I partecipanti al corso sono i parrocchiani, più qualche “forestiero”, che ascoltano con estrema attenzione il racconto che il parroco, don Francesco Ricciarelli, fa di sera in sera sui padri apostolici, sugli apologisti, sui padri della Chiesa, sulle vette del pensiero della Scolastica fino alla teologia contemporanea. «Non ci sono tra noi – ricordava la prima lettera ai Corinti – molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti». È esattamente questo lo spirito di questi incontri: un bisogno dei semplici di sondare la vertigine di Dio, di conoscere l’estensione e la profondità dei due millenni di fede pensata che i nostri padri ci hanno lasciato come eredità e responsabilità. Avevamo già parlato di questa realtà all’inizio dell’autunno, per informare della ripresa delle lezioni dopo il periodo di pausa estiva. Se torniamo ad occuparcene è proprio perché riteniamo questo esperimento degno di essere annoverato tra le esperienze da far conoscere e condividere in un modello di circolarità e scambio tra parrocchie cui lo stesso cammino sinodale ci invita.

L’iniziativa nacque in verità a La Serra nel 2019, quando don Ricciarelli era parroco in Valdegola, ma subì l’arresto forzoso decretato dalla pandemia del marzo 2020. Adesso gli incontri, aperti a tutti, sono ripresi nella parrocchia della Madre dei Bimbi, dove don Ricciarelli è parroco da poco più di tre anni, e con le lezioni si è ripartiti da capo. Come spiegava lo stesso don Francesco quando lanciò l’idea: «I lavori sono portati avanti secondo un principio che costituisce un po’ anche il riferimento per tutto il percorso: “La teologia è apollinea, la bibbia è dionisiaca”. Si tratta di termini che appartengono alla riflessione di Friedrich Nietzsche sulla nascita della tragedia greca e che, se usati come categorie interpretative, consentono d’indagare in modo originale la Scrittura come anima di tutta la teologia». La novità di questo esperimento consiste anche nell’enucleare per ogni lezione i concetti chiave presentati, proponendone la memorizzazione anche a posteriori attraverso dispense preparate ad hoc. In questo modo, lezione dopo lezione, attraverso pochi essenziali punti di apprendimento, è possibile acquisire un significativo corpus di cognizioni teologiche. Insomma, siamo in presenza di semplici incontri d’informazione ma che, in virtù dei sussidi offerti, potrebbero agevolmente trasformarsi in un vero e proprio laboratorio di studio e apprendimento cooperativo. Il percorso, oltre a un excursus sulla storia della teologia, propone talvolta anche delle esplorazioni collaterali, come accaduto nell’incontro di mercoledì scorso quando è stato dibattuto il modo cristiano di affrontare la teoria evoluzionistica di Darwin, tema di discussione proposto e suggerito dai partecipanti stessi, secondo le esigenze di comprensione e approfondimento che ciascuno porta con sé. La teologia è vista spesso come una sorta di sapere iniziatico di esclusiva pertinenza dei sacerdoti e dei religiosi.

A questo proposito il brillante e tagliente scrittore inglese Malcolm Muggeridge – che ha vissuto tutta la sua vita da ateo dichiarato, fino alla conversione avvenuta dopo aver conosciuto e frequentato Madre Teresa di Calcutta – scriveva con quel sottile umorismo che mai gli fece difetto: «Il punto è se Dio potrebbe mai superare un esame di teologia»… Ironia a parte, a Cigoli, con queste conversazioni tra teologia e bibbia, sta nascendo qualcosa d’interessante e una chance per comprendere l’autentico significato di «generato non creato» è adesso offerta a tutti.