Culto

Luglio, mese del Preziosissimo Sangue

di don Francesco Ricciarelli

Luglio è il tempo tradizionalmente dedicato alla devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù, la cui festa si celebrava il 1º di questo mese. Con la riforma del calendario liturgico, nel 1970, questa celebrazione è stata unita alla solennità del Corpus Domini, tuttavia il culto del Preziosissimo Sangue non dovrebbe cadere nel dimenticatoio, anzi, andrebbe promosso tra i fedeli, come esortava a fare papa Giovanni XXIII nel 1960 con la lettera apostolica «Inde a primis».

Scriveva papa Roncalli: «Questa devozione ci fu istillata nello stesso ambiente domestico in cui fiorì la nostra fanciullezza, e tuttora ricordiamo con viva emozione la recita delle Litanie del Preziosissimo Sangue che i nostri vecchi facevano nel mese di luglio». Poche settimane dopo la pubblicazione della «Inde a primis», Giovanni XXIII inseriva «benedetto il suo Preziosissimo Sangue» tra le giaculatorie che si recitano dopo la benedizione eucaristica. «Al culto di latria da rendersi al Calice del Sangue del Nuovo Testamento – scriveva ancora papa Giovanni XXIII -, soprattutto nel momento della sua elevazione nel sacrificio della Messa, è quanto mai decoroso e salutare che tenga dietro la Comunione con quel medesimo Sangue, indissolubilmente unito al Corpo del Salvatore nostro nel sacramento dell’Eucaristia. In tal modo i fedeli, che vi si accosteranno degnamente, percepiranno più abbondanti i frutti di redenzione, di risurrezione e di vita eterna, che il Sangue sparso da Cristo ha meritato al mondo intero».

Il culto del Sangue di Gesù ha radici bibliche, a partire dagli scritti di san Paolo, che lo presenta come strumento di espiazione (Rm 3,25; Ef 1,7), giustificazione (Rm 5,9) e comunione (1Cor 10,16; Ef 2,13; Col 1,20) fino all’Apocalisse che presenta la visione dei salvati le cui vesti sono state rese candide dal sangue dell’Agnello (Ap 7,14). Nella sua forma moderna questa devozione si è affermata con santa Caterina da Siena (1347-1380), la cui «dottrina del sangue» permea il Dialogo della Divina Provvidenza e il corposo epistolario. Il mistero cristologico prediletto da santa Caterina è appunto quello del sangue liberamente sparso da Gesù per amore, unica chiave efficace per aprire le porte della vita eterna. La devozione al Preziosissimo Sangue si sviluppò particolarmente nei secoli XV e XVI, in ambito fiammingo, grazie anche alla diffusione del culto delle reliquie conservate a Bruges.

Un ulteriore slancio a questa devozione si ebbe ad opera di san Gaspare del Bufalo (1786-1837) che ne trasse forza per un apostolato teso al rinnovamento della società del suo tempo, fondando la congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. In questo mese di luglio, siamo invitati a riscoprire questo magistero dei santi, a meditare più attentamente sul prezzo del nostro riscatto e ad accostarci con più frequenza al Sacramento dell’Eucaristia, tornando anche a quelle pratiche di pietà che sono state autorevolmente approvate dai Sommi Pontefici.