Da San Severo, in Puglia, al cuore verde della diocesi di San Miniato. Sabato 10 ottobre la Valdegola ha accolto il suo nuovo parroco, don Alfonso Marchitto, nella festa d’ingresso celebrata negli spazi adiacenti alla chiesa della Resurrezione a La Serra.
Ad aprire i saluti sono state le istituzioni civili, con le parole del sindaco di San Miniato Simone Giglioli: «Rinnovo l’impegno delle nostre istituzioni a collaborare proficuamente per il bene e la crescita di questo bel territorio che è la Valdegola». È toccato poi a Chiara Lapiportare a don Alfonso il benvenuto dell’intera comunità, facendosi interprete di un sentimento condiviso: «Noi siamo a sua disposizione, pronti a seguirla anche in questo momento di gioia, di grande emozione». Sono quattro le comunità che formano il «grande popolo» affidato al nuovo parroco: San Giovanni Battista a Corazzano, i Santi Regolo e Lucia a La Serra, i Santi Jacopo e Pietro apostoli a Balconevisi, San Germano vescovo a Moriolo. Un popolo che, ha ricordato il vescovo Giovanni Paccosi introducendo la solenne concelebrazione da lui presieduta, «ha bisogno di un pastore», chiamato a conoscere a fondo la realtà che gli viene affidata. E a raccontare un pezzo ampio di questa realtà è stata Pamela Licata, che per il consiglio pastorale parrocchiale ha sostituito il segretario Stefano Agnoloni: al nuovo parroco sono state presentate le esperienze dell’oratorio Anspi Valdegola “Tutti Santi”, “Casa Danila” (progetto della Caritas diocesana) e “La soffitta”, solo per citare le esperienze più recenti.
Non sono poi state taciute le necessità, che richiederanno interventi nel futuro: il restauro della Pieve di Corazzano, il tetto della chiesa della Resurrezione a La Serra, i locali accanto alle chiese di Moriolo e Balconevisi. Il vescovo, ricordando l’opera dei pastori che hanno preceduto don Alfonso, ha formulato un augurio: «Possa la Valdegola, con il suo nuovo pastore, essere piccolo luogo di pace che arrivi ad illuminare tutta la nostra diocesi».
Poi la parola è passata a lui, don Marchitto. Il suo saluto ha preso le mosse dalla Scrittura, «Esci dalla tua terra e va verso un luogo che io ti indicherò», per approdare a una constatazione: «Voi Valdegola siete la mia terra promessa e in questa terra c’è tanta vita, tanta ricchezza. Ringrazio il vescovo per la fiducia che mi ha dato. E così da oggi siete la mia nuova famiglia». Quindi l’impegno: «Io vengo a voi come una pagina bianca. Insieme, ascoltandoci, guardandoci, confrontandoci possiamo scrivere quello che il Signore vuole da ciascuno di noi. Sono qui per servire e amare. Io voglio stare in mezzo a voi affinché possa io diventare giorno dopo giorno pastore, il buon pastore che è alla ricerca della pecora smarrita, per fargli fare un’esperienza di Resurrezione».
Don Alfonso ha infine ringraziato le autorità civili e militari, le associazioni e i movimenti cattolici e laicali della Valdegola e quelli giunti da fuori, la gente del suo paese d’origine, il coro che «ha aiutato a pregare», i ministranti e i giovani: «Con voi ragazzi saremo il futuro di questa parrocchia».
Un saluto ai parenti e agli amici, un grazie a chi ha lavorato per la buona riuscita della serata e, poi, quello al predecessore: «Permettetemi di ringraziare pubblicamente don Simone Meini». Fino alla commozione, nel congedo ai nuovi parrocchiani: «Il vostro affetto vi ha già preceduto. Grazie per tutto… vi voglio bene». Parole per i valdegolesi e, chissà, per tutta la diocesi e oltre.


