Editoriale

Intervista a don Fabrizio Orsini, Associazione Italiana Esorcisti

la Redazione

Don Fabrizio lei sta facendo un percorso particolare e fa parte di un’associazione di esorcisti. Con parole molto semplici possiamo dire che lei sta imparando a fare l’esorcista?

«Faccio parte dell’AIE, “Associazione internazionale esorcisti ausiliari e di ascolto”. L’associazione, riconosciuta dalla Congregazione Vaticana per il Clero, è composta da sacerdoti, esorcisti e ausiliari, da chi esercita il ministero dell’ascolto e da chi fa anche preghiere di liberazione. L’associazione, che è costituita anche da medici psichiatri, forma alcuni sacerdoti a questa sensibilità attraverso esorcisti esperti che insegnano il rituale, poiché si tratta di uno studio teologico-spirituale e liturgico.

La gente crede all’esistenza del diavolo?

«Il grande C.S. Lewis, nella sua opera “Le lettere di Berlicche” dice che Satana odia e teme terribilmente due cose: la musica e il silenzio. Li odia, probabilmente, perché “la musica è armonia e il silenzio è parola che rivela la verità delle cose. Mentre ciò che i demoni amano è il chiasso perché lì non c’è armonia, bensì confusione”. Ecco, la confusione, lo squilibrio giocano a favore di Satana e il nemico di Dio e dell’uomo vince particolarmente in due campi: lì dove viene negata la sua esistenza e lì dove lo si vede dappertutto. Esiste una cultura che porta le persone a disconoscere satana, a negare la sua esistenza. Eppure il tema dell’esistenza del maligno è un tema ricorrente nel magistero della Chiesa. L’atteggiamento negazionista, in ambito biblicoteologico, nasce da scuole esegetiche protestanti che leggono alcune espressioni bibliche dandone un diverso significato da quello tradizionale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha però un magistero chiaro su questo tema e ogni buon cattolico non può prescindere da questo. Altresì mi preme ricordare il “magistero dei santi”, i quali non hanno fatto altro che confermare in modo chiaro e inequivocabile il magistero ufficiale riguardo all’esistenza e all’azione del demonio.

Ma le persone, se i sacerdoti non sono disponibili, si rivolgono ai “maghi” che spesso sottraggono loro molto denaro.

«Noi sacerdoti, a prescindere dall’essere esorcisti o meno, dobbiamo ascoltare di più la gente. Forse curiamo tropo poco questo servizio, ma è essenziale recuperarlo per evitare che i fedeli si rivolgano a personaggi diciamo ambigui che potrebbero essere anche molto pericolosi. Dobbiamo praticare, come suggerisce Papa Francesco, ascolto e discernimento».

Quali sono gli indizi di possessione?

«Bisogna premettere che i casi di possessione sono molto rari. La sapienza millenaria della Chiesa, raccolta nei libri liturgici, indica un percorso attraveso il quale l’esorcista può riconoscere l’opera e la presenza del maligno. Nell’ultima edizione del Rituale si suggerisce anche di avvalersi delle scienze mediche e psicologiche per un migliore discernimento. Tradizionalmente il rituale segnala come criteri di discernimento: il parlare lingue sconosciute, conoscere e rivelare cose occulte, manifestare una forza non proporzionata all’età e alla condizione naturale del soggetto. Certo, non si tratta di criteri assoluti. si tratta di segni che vanno valutati all’interno di un quadro generale. Occorre dare molto tempo all’ascolto della persona e fare un’analisi attenta dei comportamenti e delle sue consuetudini di vita. Occorre concentrarsi più sulla vita morale del soggetto che sui segni, che tuttavia possono essere di grande aiuto. Per noi sacerdoti è necessario avere anche un rapporto di confidenza e confronto con il Vescovo, per svolgere questo servizio così importante e delicato”».

Chi è più a rischio? Chi più facilmente può cadere nella possessione demoniaca?

«Il canale principale attraverso il quale satana si inserisce è il peccato. In particolare lo stato di peccato grave vissuto in modo deliberato e senza pentimento. Questa condizione espone in generale la persona all’azione del maligno e purtroppo, oggi, il senso del peccato sta sempre più sbiadendo a causa di una concezione sbagliata della misericordia di Dio. Nella mia piccola esperienza, incontrando persone con questi problemi, ho constatato che L’Eucaristia, celebrata e adorata, la confessione sacramentale regolare e l’amore filiale verso Maria Santissima, sono le armi più sicure per camminare sempre in grazia. Al contrario, i canali principali dell’azione straordinaria del maligno sulle persone sono: l’esoterismo, le arti magiche, l’adesione più o meno consapevole ad alcune pratiche filosofiche di ispirazione new age o comunque incompatibili con la visione antropologica cristiana e, infine, la partecipazione a gruppi di ispirazione palesemente satanica. Spesso queste realtà si nascondono dietro ideologie apparentemente innocue, per cui occorre vigilare. Satana attrae con la sua apparente bellezza facendo sembrare buono e innocuo ciò che è contrario a Dio. Come dicevamo, al centro del discernimento c’è sempre l’agire morale della persona. Se la persona agisce in modo moralmente retto e rimane in stato di grazia cercando la verità, difficilmente sarà oggetto dell’azione straordinaria del maligno, il quale eserciterà la sua azione soltanto in modo ordinario, cioè attraverso la tentazione. Ovviamente, un’eccezione è costituita da alcuni santi che, per una particolare permissione di Dio, hanno vissuto il combattimento con l’azione straordinaria del diavolo, talvolta anche in modo cruento».

Cosa ci può dire invece dei malefici?

«C’è un documento della Chiesa Toscana che ne parla, uscito nel 1994 e riveduto nel 2014 (“Esorcismo e preghiere di guarigione”), che a tale riguardo così si esprime: “Alcuni fedeli si domandano: è vera la ’fattura’? Ha effetti reali? Il demonio si può servire di persone cattive e quindi di gesti come la ’fattura’ o il ’malocchio’ per fare del male a qualcuno? La risposta è certamente difficile per i singoli casi, ma non si può escludere, in pratiche di questo genere, una qualche partecipazione del gesto malefico al mondo demoniaco, e viceversa. Per questa ragione la Chiesa ha sempre fermamente rifiutato e rifiuta il ’maleficium’ e qualunque azione ad esso affine”».

Esiste una magia nera e una magia bianca?

«No, non esiste una magia nera e una magia bianca, esiste la magia! Tutto questo la pone in contrasto contro l’esperienza della fede cristiana».

Lei ha mai incontrato persone con questi problemi?

«Ho avuto contatti con persone vittime di questi maghi, i quali gettano fumo negli occhi alle persone che ingenuamente si rivolgono loro. Alcuni sono ciarlatani e queste persone se la cavano con qualche soldo buttato via, altri invece sono soggetti che operano il male, e le persone che si rivolgono a loro sono sofferenti che hanno bisogno di essere accolte e ascoltate».

Che cosa si sente di consigliare a coloro che si rivolgono ai “maghi”?

«Per prima cosa le metto in guardia da chi dice di avere dei “poteri particolari”. Poi ricordo a queste persone che così facendo commettono un grave peccato contro il primo comandamento: “Non avrai altro Dio all’infuori di me”. Papa Francesco nella catechesi del mercoledi del 4 dicembre scorso in piazza San Pietro, commentando un brano degli Atti 19-20 ha detto: «Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago: la fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito. Forse qualcuno di voi mi dirà: ’Ah, sì, questa della magia è una cosa antica: oggi, con la civiltà cristiana questo non succede’. Ma state attenti! Io vi domando: quanti di voi vanno a farsi fare i tarocchi, quanti di voi vanno a farsi leggere le mani dalle indovine o farsi leggere le carte? Anche oggi nelle grandi città cristiani praticanti fanno a queste cose. E alla domanda: “Ma come mai, se tu credi a Gesù Cristo, vai dal mago, dall’indovina, da tutta questa gente?”, rispondono: “Io credo in Gesù Cristo ma per scaramanzia vado anche da loro”. Per favore: la magia non è cristiana! Queste cose che si fanno per indovinare il futuro o indovinare tante cose o cambiare situazioni di vita, non sono cristiane. La grazia di Cristo ti porta tutto: prega e affidati al Signore”. L’amore di Gesù Cristo per le nostre anime è una cosa seria e l’anima va custodita nella grazia come il dono più bello e sublime che Dio ci ha fatto. Suggerisco a tutti fedeli di trovare un sacerdote, un buon padre spirituale che li sappia ascoltare e consigliare, e di vivere un cammino sacramentale serio e di ascolto della parola di Dio e del magistero della Chiesa».

Lei comunque ancora non è esorcista…

«No. Ma ho partecipato diverse volte a riti di esorcismo, pregando assieme a sacerdoti esorcisti amici. Come sacerdoti siamo chiamati sempre a benedire, per cui io, benedico chi si rivolge a me come ogni sacerdote può fare. Il nostro Vescovo ha provveduto da tempo a nominare due esorcisti in diocesi e con loro collaboro inviando persone che a mio avviso potrebbero essere vittime di un’azione straordinaria del maligno. Il ministero dell’esorcista è un ministero ecclesiale, che può essere esercitato efficacemente e legittimamente solo dal presbitero che ne abbia avuto mandato dal proprio Vescovo. Come già accennato, questo ministero implica per sua natura un rapporto di particolare collaborazione e comunicazione con il Vescovo. Personalmente nutro un infinito rispetto per i sacerdoti esorcisti, e sarebbe bello che in tutte le diocesi fossero inclusi nell’azione pastorale ordinaria della Chiesa, mentre spesso questo ministero viene visto come qualcosa di strano… una specie di Ghostbusters medievale. I sacerdoti esorcisti sono da ringraziare perché donano il loro tempo a coloro che sono afflitti dal nemico e si chinano su quella carne ferita di cui ci parla spesso papa Francesco».