Non è facile descrivere quel che si sente quando ti trovi davanti a una persona di questo calibro, per quello che incarna e testimonia nel contesto tragico del Medio Oriente; quando puoi stringergli la mano e fissarlo negli occhi. È quello che ho provato domenica scorsa a Firenze, quando ho incontrato il patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Aveva parlato per più di un’ora a un’assemblea che gremiva la spaziosa chiesa del Monte alle Croci, a due passi da Piazzale Michelangelo, che lo ha applaudito molte volte, una conferenza guidata dalla conduttrice Rai Eva Crosetta, che aveva come impegnativo titolo: «Oltre il conflitto con il coraggio del perdono». Il cardinale, al termine della sua esposizione molto concreta e convincente – condotta non solo da uomo di Chiesa, ma anche da politico accorto e di alto profilo, che sa guardare al bene comune futuro della “polis”, della città, della comunità, ha risposto anche ad alcune domande poste dal pubblico.
Dopo i ringraziamenti di rito da parte di fra Matteo Brena, un gran numero di presenti si è avvicinato al patriarca per domande personali e per dediche sul libretto che contiene la sua Lettera pastorale dal titolo «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia», edito dalla Libreria editrice vaticana. Alla fine, abbiamo potuto avvicinarlo anche noi di Montecastello, per presentargli il frutto della iniziativa quaresimale che mirava alla riparazione della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza, danneggiata da una bomba nei mesi scorsi. Gli abbiamo consegnato una busta con 1630 euro, una goccia in un oceano di bisogni. Ma abbiamo ricevuto la certezza di una vera fraternità che ormai ci lega a questa comunità in sofferenza, cominciata a Natale con l’iniziativa “Natale con i bimbi di Gaza”.

