Giovedì 4 giugno 2026, abbiamo celebrato con profonda partecipazione la festa del Corpus Domini con la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E.R. Mons. Roberto Filippini, Vescovo Emerito di Pescia cui è seguita la Processione con il Santissimo Sacramento per le vie del centro storico di San Miniato. La celebrazione si è conclusa con la solenne Benedizione Eucaristica al rientro in Cattedrale.
Di seguito, riportiamo il testo integrale dell’omelia tenuta da Mons. Filippini, che ci invita a riflettere sull’Eucarestia come sacramento di comunione, di pace e di servizio verso i fratelli più soli e sofferenti.
——————————————————————————–
- Le tre pagine bibliche che abbiamo ascoltato ci offrono una ricca comprensione del Mistero che celebriamo in questa Festa, il Mistero dell’Eucarestia, Corpo e Sangue del Signore.
- Il racconto della Genesi ci propone uno piccolo episodio, oscuro e però tanto suggestivo da avere un’eco incredibile nella stessa Scrittura e nella Tradizione, tanto giudaica che cristiana. Melchisedek, Re di Salem, è un sacerdote fuori di ogni schema… la sua offerta, pane e vino è un atto di amicizia. Egli offre il suo sacrificio andando incontro a Abramo… È dunque un sacrificio di pace e di amicizia, che prefigura il pane eucaristico, corpo del Signore in cui vengono riuniti tutti gli uomini e trovano in Lui liberazione e pace. L’Eucarestia è il pane della Pace per l’umanità redenta, liberata, dal male che la minaccia e la tiene nelle catene della violenza e dell’egoismo. Quanto è attuale questo Pane, quanto ne abbiamo bisogno, quanto ne dobbiamo mangiare per ottenere la fine delle guerre, seminagioni di terrore, massacri e distruzioni, trionfo del divisore che rende schiavi della sua sciagurata logica di morte.
- Il racconto Evangelico di Luca presenta l’attenzione premurosa di Gesù verso un’umanità confusa e affamata prima di tutto della Parola che Egli dispensa generosamente, e poi anche del cibo che manca come manca a tanti esseri umani oggi, specialmente nei paesi del terzo mondo. Gesù spezza il pane e lo distribuisce in una condivisione senza misura… A questa impresa coinvolge i suoi discepoli, che anzi provoca: date voi stessi da mangiare. E questi poi partecipano alla distribuzione, facendosi servitori della divina solidarietà. Gesù compie qui gli stessi gesti che compirà nell’ultima cena e alla mensa di Emmaus: anche qui si intravede l’Eucarestia, sacramento di solidarietà, di condivisione e di comunione che ci interpella tutti perché cresciamo nella carità verso l’intera famiglia umana.
- Nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, non abbiamo più prefigurazioni o allusioni, ma la tradizione della Cena di quella notte in cui Gesù fu tradito, … consegnato al suo sacrificio. La notte in cui si consegnò totalmente al Padre e ai Fratelli. L’Eucarestia divina invenzione del Cristo è il suo corpo donato e il suo sangue versato per la Nuova Alleanza, non più scritta su tavole di pietra, ma nel cuore di chi mangia e beve in sua memoria e accoglie in se la sua presenza d’amore.
- La Festa del Corpus Domini è la festa della presenza del Signore in mezzo a noi, nei segni del Pane e del vino, ma non è una presenza statica, solo da guardare e da adorare… la sua è una presenza attiva ed efficace, dinamica e trasformante. E’ il suo corpo che ci unisce e ci fa chiesa, segno e strumento della pace fra gli uomini; è il suo corpo che ci rende solidali e fraterni verso tutti; è il suo corpo che ci rende capaci di servizio, di sacrificio, di amore che dona e si dona generosamente.


