Dall’intuizione di un percorso tra i luoghi di don Divo Barsotti è nato un cammino che unisce spiritualità, storia e territorio. A raccontarlo è il suo ideatore.
Un percorso di due giorni, in provincia di Pisa, attraverso il paese natale del fondatore della Comunità dei Figli di Dio, con sosta notturna all’eremo di Agliati, toccando i luoghi chiave della sua formazione: la casa dove nacque, la chiesa di Sant’Andrea dove fu battezzato, e la Fornace di Collelungo, sede della sua prima e travagliata esperienza eremitica.
Camminando si apre il cammino». Potrebbe essere questo il motivo scatenante del Cammino di Don Divo Barsotti, nato nel settembre 2025 tra le incantevoli colline di Palaia (paese natale del Fondatore della Comunità dei Figli di Dio), in provincia di Pisa, sulla scorta di un altro cammino – quello di don Milani – e cresciuto velocemente di una propria identità e spiritualità. Nulla fino ad alcuni anni fa mi faceva sospettare che avrei potuto raccontare don Divo Barsotti.
Altresì non ho mai nutrito grande passione per le camminate. Poi l’incontro, tramite amici camminatori, con Il Cammino di don Lorenzo Milani e la folgorazione. Tre giorni attraverso le colline fiorentine da San Donato di Calenzano fino a Barbiana. Non un cammino e basta. Un cammino di storie, di uomini e donne che si erano accompagnati, per periodi più o meno lunghi, al Priore. Il Cammino di Don Divo nasce esattamente qui. Mi sono improvvisamente accorto che anch’io ho conosciuto e vissuto l’esperienza di un sacerdote santo. Mio padre era stato il suo chierichetto nel periodo palaiese. Un periodo faticoso per don Divo, nel quale la ricerca assoluta di Dio lo portava ad «astrazioni» mistiche che anche nella Chiesa e nella sua diocesi di San Miniato non erano comprese (a parte monsignor Giubbi, il suo vescovo che gli voleva bene). Il suo pensiero fisso era: «Cerco Dio solo». Nemmeno la guerra che nel ’44 stava demolendo Palaia sotto le bombe, lo toccava. Solo Dio. Il nostro Cammino di Don Divo parte proprio dalla sua casa natale dentro il borgo incastellato di Palaia. Dalla chiesa di Sant’Andrea dov’è stato battezzato e dove ha trovato i primi segni di Dio nella propria vita.
Palaia nella sua semplicità racconta al pellegrino ancora tanto del ruolo che ha giocato nella vita del sacerdote. Don Divo, da solo e tenacemente, ha fatto qui i suoi primi anni di sacerdozio. Tutto questo fino agli inizi degli anni sessanta, quando il vento nuovo che attraversava la chiesa con il Concilio, gli dette la motivazione per dare forma al primo tentativo di creare una comunità eremitica a La Fornace di Collelungo, a 5 km dal suo paese natale. Una esperienza durata dieci anni, ma che ha visto don Divo quasi subito emarginato per incomprensioni dai suoi stessi figli della comunità.
La visita a La Fornace è l’esperienza più forte del Cammino perché la storia qui si è cristallizzata. Don Divo, addirittura allontanato dai suoi, ha sofferto e pregato per la riconciliazione, con riscontri finalmente positivi solo alla fine della sua vita. Questo è il luogo dove la sosta diventa preghiera e ascolto della presenza di Dio. Ma mentre la storia per i suoi primi eremiti terminava, per don Divo, dopo le censure, iniziava il percorso di riabilitazione e il riconoscimento pubblico. Dopo pochi anni infatti dall’esperienza di Collelungo, nasce la comunità monacale dei Figli di Dio a Casa San Sergio a Settignano. In quel periodo don Barsotti si apre al mondo, esattamente come avevano fatto i santi monaci russi Sergio di Radonez e Serafino di Sarov, da lui tanto prediletti e amati. Ma Palaia resta sempre nel suo cuore. E Il Cammino, per come lo abbiamo costruito e lo stiamo costruendo, vuole proprio andare alla ricerca di questi luoghi del cuore dove Dio ha parlato ieri a don Divo e oggi parla a noi. Palaia è uno di quei borghi dell’entroterra collinare toscano che ha avuto la fortuna di rimanere immutato nel tempo: gli scorci, i suoni, i colori e i sapori, persino gli odori e le voci della natura sono rimasti quelli di una volta. Basta farsi guidare, ascoltare e abbandonarsi alle sensazioni tangibili e a quelle spirituali che ci consegna don Divo e tutto torna come allora. E la sosta che Il Cammino compie all’eremo di Agliati permette di farne esperienza concreta. Questa è un’altra tappa fondamentale dove si incontra fratel Daniele Chiletti (monaco Trappista) che ha raccolto il passaggio di consegne dai primi eremiti della Fornace. Ma ne ha raccolto anche i pochi averi: i libri, qualche oggetto da lavoro, qualche abito religioso. Soprattutto ne trasmette il ricordo vivo di giovani travolti dalla passione per Cristo, che come il seme caduto in mezzo ai rovi, rapidamente sono cresciuti ma presto sono stati soffocati dalle pressioni della vita e di un ‘68 che ha cambiato il mondo e travolto la loro vita. Il cammino di don Divo prevede la sosta di una notte proprio ad Agliati. Il tempo di mangiare e riposare insieme. Il tempo di pregare e condividere la fatica di un giorno o di una vita. Il viaggio riprende poi all’indomani mattina, accompagnati dalla lettura fatta in cammino di scritti di personaggi che sono stati importanti per il mistico palaiese: Dostoevskij, La Pira, Marcello Candia, il suo vescovo monsignor Giubbi… È questo un momento in cui la parola s’impone e prende quasi il sopravvento rispetto all’incanto della natura che connota l’itinerario.
La storia meno nota di don Divo, quella che lo ha formato fino a renderlo uno degli autori spirituali più prolifici del Novecento, nasce qui, a Palaia. In queste forre, tra questi dirupi e boscaglie fitte e ancora immutate, paesaggi che ne hanno forgiato il carattere e la passione narrativa, testimoniata anche nelle migliaia di conferenze tenute in giro per il mondo. Il cammino propone tutto questo, e i suoi testi, letti lungo il tragitto, sostengono il pellegrino tra i burroni e gli «abissi» di Palaia. Camminare sulle orme di don Divo regala suggestioni profonde di un cristianesimo originale, con l’auspicio di portarne testimonianza nel quotidiano. Il tutto nello spirito di don Barsotti «l’ultimo mistico del Novecento» che ha voluto assumere a Cristo Palaia e tutti i palaiesi: terra fortunata, chiamata adesso a restituire la grazia ricevuta. Il Cammino di Don Divo, viene battuto nell’arco di due giornate partendo da Palaia, con itinerari di circa 10 chilometri al giorno. Si sviluppa attraverso strade di campagna e boschi, offrendo ai partecipanti l’opportunità di immergersi nelle sensazioni e nelle storie che hanno caratterizzato la giovinezza di don Barsotti. Per informazioni scrivere a: leogiubileo@gmail.com, oppure consultare la pagina Facebook «Cammino di Don Divo Barsotti».

