Riflessioni

Il Cammino di don Divo alla seconda edizione

di Leopoldo Campinotti

Nel fine settimana più caldo dell’estate si è svolta tra le colline di Palaia la seconda edizione del Cammino di Don Divo. Una esperienza che sta prendendo consistenza e contenuti, proprio grazie ai nuovi partecipanti. La storia, che ha trasformato un brillante e intelligente adolescente palaiese, Divo Barsotti, aspirante scrittore, in uno dei più grandi mistici del ’900, è tutta racchiusa nei 31 anni di suo “esilio” palaiese. Qui don Divo ha letto e studiato ogni grande autore del passato, ma soprattutto fatto proprio lo spirito della cultura ortodossa e la grande passione per Cristo che Dostoevskij gli ha provocato. Qui ha concepito la necessità di ricondurre a Cristo tutta l’umanità partendo dalla sua terra, dai suoi avi, dalla natura che lo circondava. Qui nonostante il suo desiderio profondo di recarsi missionario in Asia, Dio lo ha costretto come cappellano di don Vegni. 5 anni di profonda frustrazione ben tratteggiata dai suoi diari pubblicati successivamente: La lotta con l’angelo e la Fuga immobile. I partecipanti al Cammino hanno potuto vivere la meraviglia della sua scoperta di Dio confrontandosi con questi testi. Poi nella visita a La Fornace si è ripercorso anche i gravi momenti nei quali la sua comunità eremitica era precipitata. Il ridotto numero dei partecipanti ha consentito meditazioni più lunghe e la lettura di brani tratti dai testi di Don Divo Barsotti di quegli anni.

Mentre il suo cuore era dilaniato dalle vicissitudini personali della comunità e anche del suo ruolo all’interno della Chiesa il suo spirito lo portava a riflessioni profonde e ancora oggi attuali. Illuminanti della presenza di Cristo nell’intera storia umana, i testi di Don Divo Barsotti, letti nei contesti da lui descritti e da lui vissuti, assumono ogni volta contorni più ampi e più profondi. Gli ambienti della sua Palaia e delle Colline nelle quali spesso si è ritrovato a camminare solo e in preghiera restituiscono così al Pellegrino di oggi molto più che una lettura di un libro: in realtà restituiscono la natura profonda della presenza di Dio. Questi luoghi che Don Divo ha voluto “assumere” a Cristo secondo le sue parole, perché tutto deve essere ricapitolato in lui, oggi mantengono gli stessi odori profumi suoni come allora. Gli abissi di cui parla Don Divo nei suoi scritti – l’abisso di Dio e l’abisso dell’uomo – possiamo qui rivederli nei profondi baratri dei tufi delle colline di Palaia. Infine l’incontro con Daniele (eremita ad Agliati) quest’anno non si è potuto fare come sperato per lo stato di salute del caro eremita. Ciò nonostante anche questa è stata una testimonianza di grande impatto per i partecipanti che hanno potuto gustare l’essenziale dell’uomo di Dio. Il Cammino cosi prosegue nel suo compito di raccontare Divo e riportare Dio al centro del nostro viaggio umano. A settembre sarà proposto ai bambini del catechismo in una versione più narrativa, che ci sfida a tornare tutti bambini ed imparare a mettere Dio nei nostri sogni.