Accolto in una chiesa gremita e accompagnato dall’affetto degli ex parrocchiani della Valdegola, il sacerdote ha iniziato il suo ministero nelle nuove parrocchie all’insegna dell’invito a «costruire ponti, non muri».
La chiesa nuova di Ponte a Elsa era gremita, la sera di sabato 24 ottobre, per l’arrivo del nuovo parroco don Simone Meini. Tanti anche i fedeli arrivati dalla Valdegola, che hanno salutato il loro ex parroco all’esterno dell’edificio con striscioni e cartelli che esprimevano gratitudine e augurio per la sua nuova missione. Il sindaco di Empoli Mantellassi ha salutato don Meini sul sagrato, insieme alla responsabile della Caritas parrocchiale di Ponte a Elsa, mentre una fedele della Valdegola ha reso testimonianza della carità pastorale di don Simone in un frangente difficile per la sua famiglia.
La Messa d’ingresso è stata presieduta dal vescovo Giovanni, assistito dai cerimonieri della cattedrale, con numerosi sacerdoti concelebranti, venuti ad accompagnare il loro confratello nel suo nuovo insediamento. Il vicario generale, monsignor Roberto Pacini ha dato lettura all’assemblea del decreto di nomina di don Simone a parroco delle comunità di Ponte a Elsa per nove anni.
Nell’omelia, il vescovo ha parlato dell’amore per Dio e per il prossimo che possiamo vivere nella comunità cristiana, calando il tema nell’esperienza di Ponte a Elsa e nella collaborazione, già avviata, tra don Simone e padre Tiziano Molteni. Al termine della celebrazione, don Simone ha parlato a cuore aperto, ripetendo come un ritornello le parole della Lettera di Giovanni: «Dio è amore». Il sacerdote ne ha fatto il criterio per leggere la propria vita e gli incontri con le comunità che ha servito. Ha parlato con calore della sua famiglia: i genitori, due fratelli, due cognate, cinque nipoti. Ha ripercorso il proprio cammino, dai primi passi nella comunità di Gello ai servizi nelle diverse parrocchie. Ha raccontato che al decimo anniversario di ordinazione si è detto disponibile a partire in missione e che il vescovo ha deciso di mandarlo nella comunità di Ponte a Elsa. Ha esortato tutti a coltivare la pace disarmata e disarmante di cui parla spesso papa Leone XIV e l’impegno a costruire «ponti, non muri». Con una battuta, ha osservato che nella sua nuova parrocchia i ponti sono addirittura due, quindi «non abbiamo scuse», ha aggiunto, «basta attraversarli per testimoniare la pace, invece di limitarsi a invocarla».
Dopo la cerimonia, un rinfresco è stato offerto nella sala parrocchiale a tutti i partecipanti. La mattina seguente, domenica 25 ottobre, è stata poi la volta dell’ingresso nell’altra comunità di Ponte a Elsa, quella di Pino, dove don Simone è stato accolto con altrettanto calore e affetto dai suoi nuovi parrocchiani.

