Dalla Diocesi

Cavalieri del Tau in pellegrinaggio a La Verna

di Maurizio Bagnoli

Si è svolto giovedì 8 ottobre, il pellegrinaggio a La Verna della Storica Compagnia Cavalieri del Tau. Cinquantacinque motivati partecipanti, fra cui undici Cavalieri, a bordo di un moderno pullman delle Autolinee Sequi condotto da un giovane ma già esperto autista, sfidando un cielo plumbeo che non prometteva niente di buono, si sono diretti nel cuore del Casentino, sul sacro monte de La Verna, per rendere omaggio al Santo Padre Serafico Francesco nell’ottocentenario dalla sua nascita al Cielo.

Nonostante la partenza di buon mattino e le molteplici curve, addolcite però dai bei paesaggi che continuamente si aprivano agli occhi dei viaggiatori, già il viaggio di andata è stato un’occasione di socializzazione e di conoscenza della Storica Compagnia per chi ancora non aveva mai allacciato relazioni con questa. La preziosa presenza a bordo di don Francesco Ricciarelli, parroco di Perignano nonché responsabile delle Comunicazioni Sociali nella Diocesi di San Miniato, ha guidato i partecipanti al pellegrinaggio in una preghiera preparatoria e li ha arricchiti di preziose informazioni e conoscenze storiche, artistiche e di fede circa i luoghi sacri che di lì a poco avrebbero visitato.

Ad attenderli in Basilica il Vescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, mons. Andrea Paccosi all’inizio della celebrazione e quelle all’omelia del vescovo Migliavacca hanno risvegliato in tutti, e in particolare modo nei Cavalieri, il senso del servizio e di donazione incondizionata al fratello in una vita caratterizzata da mansuetudine, umiltà ed essenzialità, secondo la più autentica spiritualità francescana. Quindi un pasto in fraternità consumato presso il ristorante della foresteria del convento ha offerto ancora Migliavacca, unitamente al Vescovo di San Miniato, mons. Giovanni Paccosi, che hanno concelebrato la Santa Messa insieme a don Francesco Ricciarelli e ad alcuni frati del Convento.

La Celebrazione Eucaristica, ben curata nella liturgia, accompagnata dal suono armonioso del monumentale organo e dal canto polifonico dei novizi, ha unito i Cavalieri, vestiti col loro mantello istituzionale, e i moltissimi fedeli presenti nella lode all’Altissimo. Le parole del vescovo un’occasione di scambio di esperienze e di idee fra i Cavalieri e gli altri parenti e amici intervenuti, ristorandoli prima dell’altro importante appuntamento di spiritualità del pomeriggio: il canto dell’Ora Media e la processione dalla Basilica Maggiore verso la Cappella delle Stigmate. Stavolta i mantelli bicolore dei Cavalieri erano preceduti nell’avanzare della processione dai sai di tutta la fraternità del Convento e seguiti da molti fedeli in preghiera, contemplanti gli affreschi della vita di San Francesco posti lungo il corridoio che permette anche in pieno inverno e con la neve quella processione. Il ripetersi di litanie e di antichi inni rievocanti il dono delle Stigmate che il Signore fece al Santo Serafico quando lo implorò di voler provare anch’egli quell’acerbissimo dolore provato dal Divin Maestro sulla Croce hanno toccato davvero il cuore di tutti i presenti, ormai visibilmente commossi.

La restante parte del pomeriggio è poi stata dedicata alla visita guidata da don Francesco alle bellissime e molteplici terrecotte robbiane presenti nelle chiese del complesso conventuale e conclusa, dopo una sosta silenziosa sotto il Sasso spicco, da una visita alla libreria e alla farmacia per l’acquisto di libri, ricordi e prodotti della fraternità.