Un progetto d’inserimento lavorativo per giovani con disturbo dello spettro autistico, realizzato dalla cooperativa La Pietra d’Angolo. Dopo un percorso formativo co-finanziato dalla Società della salute, Maurizio e Francesco (con il supporto di operatori e ospiti della Casa Famiglia) girano i paesi del Valdarno a bordo di un’Ape verde, portando non solo coni e coppette, ma anche un messaggio concreto di inclusione lavorativa. L’obiettivo è trasformare il progetto in una gelateria stabile aperta tutto l’anno per assumere più ragazzi.
Con il ritorno dell’estate tornerà a “sfrecciare” per le strade del Valdarno e delle zone limitrofe l’Ape di Gelaut. Il mezzo verde acqua, corniciato di bianco, porta in giro per i paesi del territorio un gelato speciale, che ha il sapore dell’inclusività e il gusto di un futuro di opportunità per alcuni giovani con il disturbo dello spettro autistico. Gelaut è il frutto di un progetto ideato e realizzato dalla Cooperativa sociale La Pietra d’Angolo di San Miniato, che da anni si occupa di disabilità e che ha voluto andare oltre il puro sostegno assistenziale, creando per questi ragazzi un’occasione di inserimento lavorativo. Così, grazie a una co-progettazione della Società della salute Empolese Valdarno Valdelsa, è stato finanziato un percorso formativo per cinque giovani, che sono stati coinvolti in tirocini presso alcuni esercizi commerciali della zona, tra cui due gelaterie.
«Per i ragazzi – ci spiega Rita Cavallini, operatrice socio-sanitaria che in cooperativa si occupa di assistenza domiciliare e dell’Atelier, un servizio diurno e un laboratorio terapeutico-creativo per le persone affette da Alzheimer, ma che con Gelaut si è imbarcata in una nuova avventura– è stata un’esperienza unica, hanno imparato a stare in un contesto lavorativo e sociale al pari e come tutti gli altri». Anche Michela Cenci, responsabile dell’area disabilità de La Pietra d’Angolo e della Casa Famiglia Caritas, che ospita 13 donne con disabilità mentale, sottolinea i risultati inaspettati del percorso formativo. Risultati che hanno spinto a perseguire il progetto dell’Ape gelato itinerante. Un’idea un po’ stravagante messa in campo dalla presidente Michela De Vita, accolta di primo acchito con diffidenza dall’entourage della cooperativa… «ma lei, nonostante tutto, è andata avanti con tenacia e determinazione, proprio come un mulo», dicono sorridendo le due operatrici. Ed è cosi che, un anno fa, la cooperativa ha acquistato l’Ape, l’ha “brandizzata” e ha cercato e raccolto la collaborazione di Sammontana, azienda fornitrice del gelato e di tutti gli accessori per distribuirlo.
«Mi è sembrato un progetto sociale che potesse avere una possibilità sul nostro territorio, dove ci sono tanti piccoli paesi, privi di molti servizi, in grado, soprattutto, di fornire ai ragazzi autistici un’occasione lavorativa», racconta De Vita. «Alla fine la presidente ci ha visto giusto» – dicono Rita e Michela, che, dopo le perplessità iniziali, hanno accettato la sfida e oggi si occupano attivamente del progetto – «sono tante le associazioni e anche gli eventi territoriali che richiedono la presenza dell’apino di Gelaut». Ora le operatrici e gli operatori della cooperativa mettono a disposizione il loro tempo volontariamente e guidano con disinvoltura questo “apino”, che suscita meraviglia negli occhi dei bambini e degli adulti, richiamando immagini e valori di altri tempi. Con loro ci sono le donne ospiti della Casa famiglia Caritas, sempre pronte a chiacchierare e a narrare le “potenzialità” di Gelaut a tutti quanti. I veri protagonisti di questa “meraviglia”, però, sono loro: Maurizio e Francesco, che, nonostante le prime difficoltà, hanno dimostrato una capacità di adattamento che per gli autistici non è così scontata. Maurizio parla con entusiasmo della sua attività: «Quando arriviamo sul posto preparo i gelati, prendo le coppette e le riempio con i gusti che mi chiedono le persone. Mi trovo bene con tutti, anche con i clienti di Gelaut che rispettano il mio lavoro. Tutto questo mi ha dato sicurezza e sono contento di continuare questa attività anche quest’estate». Maurizio e Francesco sono dei gelatai perfetti, a entrambi la cooperativa ha fatto un contratto di lavoro stagionale.
Quest’estate, quindi, toneranno sulle strade a distribuire gelato, nella speranza che Gelaut possa trasformarsi in una gelateria stabile aperta tutto l’anno e in grado di accogliere più clienti, ma soprattutto più ragazzi. E chissà che questo sogno non si possa realizzare… Dopo tutto la meraviglia ci porta in un mondo fuori dall’ordinario, rompe gli schemi e annulla il giudizio. È inclusiva, azzera le barriere e celebra l’unicità di ognuno. Basta evocarla, sperimentarla e viverla… o semplicemente salire su un’Ape credendo che l’accoglienza passi anche dal gusto inaspettato di un gelato.

