Presentato Il Rapporto Caritas sulle povertà nei territori della Diocesi

«Abbiamo ascoltato»

La Redazione

Giovedì 21 maggio, nel Palazzo vescovile di San Miniato, è stato presentato il Rapporto sulle povertà 2025 della Caritas diocesana: 885 persone incontrate nei 18 Centri di Ascolto distribuiti nel territorio, migliaia di interventi, decine di volontari impegnati ogni giorno. Il rapporto porta un titolo che vale più di tante parole: «Abbiamo ascoltato».
I dati che vi sono riportati raccontano storie concrete. Il bisogno economico rimane il più diffuso — 2.968 le situazioni di disagio segnalate — ma è la casa a preoccupare sempre di più: circa 80 famiglie hanno affrontato nell’ultimo anno gravi difficoltà abitative, tra sfratti, affitti insostenibili e coabitazioni forzate. Non solo migranti o persone senza dimora: sempre più spesso sono famiglie italiane, lavoratori precari, anziani soli, madri con figli. Dati che sono lo specchio e il riflesso anche di un comparto industriale locale che rallenta, con le concerie che chiudono, i contratti di lavoro a tre mesi e un’economia che in generale fatica su tanti settori.
Come ha sottolineato il vescovo Giovanni Paccosi, i numeri di questo rapporto «non sono fredde statistiche», ma la traccia di un amore che si mette in azione, giorno dopo giorno, nelle parrocchie e nelle comunità.
E il direttore di Caritas don Armando Zappolini ha lanciato una sfida alle comunità: dove si prega, là anche si accolga. Nelle nostre parrocchie ci sono esempi lodevoli: centri d’accoglienza, famiglie accolte, persone che cercano integrazione, ma c’è bisogno ancora di più di reti di vicinanza, anche fatte di piccoli gesti.
Nel 2025 circa 653 migranti sono stati accolti attraverso le cooperative affini a Caritas e il Movimento Shalom. I volontari attivi all’interno di Caritas San Miniato sono oltre 100, di cui 46 formati con percorsi specifici sull’ascolto. Gli Empori della solidarietà, i progetti per i giovani, la nuova “Casa Danila” nata da locali parrocchiali messi a disposizione a Corazzano, sono stati resi possibili anche grazie ai fondi 8×1000 della Chiesa Cattolica.