L’anno liturgico ci conduce per mano a a percorrere l’itinerario della vita cristiana. Come l’attesa del popolo di Israele si compie nell’annuncio del Natale, che promette l’adempimento del desiderio e l’attesa di una pienezza di vita, della felicità (per usare una parola alla quale oggi si attribuiscono significati spesso diversi, ma che porta in sé tutto lo struggimento per una vita compiuta e pienamente umana), così oggi, nella Quaresima, ci è posta davanti l’urgenza di una decisione.
Dopo le luci del Natale, che celebrano l’annuncio dell’amore di Dio per ogni persona umana, la promessa della pace in mezzo a tante guerre e tante violenze, oggi ci è chiesto di prendere posizione.
Prendere posizione davanti a quel bambino che è diventato un uomo, Gesù Cristo, che continua a sfidarci con le sue parole e soprattutto con la sua presenza, così radicalmente diversa dalle logiche del mondo.
La Quaresima ci lancia la sfida, anzi, è Gesù stesso che ci domanda: “ma chi sono io per te?“.
Per chi ha incontrato Cristo, per chi crede, questi quaranta giorni sono un invito a mettersi seriamente davanti a Lui, e cercare di comprendere la profondità delle sue parole, la verità dei suoi gesti, lasciando che sia lui a invadere la nostra mente e il nostro cuore per trasformarci, per trasfigurarci.
I Vangeli di queste domeniche ci condurranno a immedesimarci con Gesù: prima di tutto con la Sua lotta con il male, nelle tentazioni del deserto, poi a lasciarci riempire di stupore vedendolo trasfigurato, vedendo cioè come, in Lui, già la vita presente si riempie di eternità. Poi saremo con lui al Pozzo di Giacobbe, per accogliere anche noi come la Samaritana, l’Acqua viva che disseta il nostro desiderio di bene.
Sarà il cieco nato a farci riconoscere Gesù come la luce della nostra vita, colui che ci ridona il senso di ogni cosa. E nell’amore di Cristo che risuscita Lazzaro ci riconosceremo anche noi riportati alla vita dalla sua grazia, dopo ogni nostro peccato, dopo ogni nostra morte, dopo ogni nostro soccombere al male.
È un cammino da vivere insieme, perché solo lasciandoci guidare dalla sapienza della Chiesa, dall’abbraccio della comunità, dal dono dei Sacramenti, dalla carità vissuta, dalla rinuncia a ciò che non è essenziale, ci ritroveremo pronti ad affrontare con Gesù il grande combattimento della passione, morte e risurrezione, perché Lui trionfi in noi. Allora noi, sua Chiesa, saremo davvero quel popolo di povera gente, restituita alla vita dall’incontro con Cristo, che dà testimonianza a tutti che la pace, la verità, l’amore non sono un sogno, ma una presenza, che è tra noi per la vita di tutti.
Invito perciò tutti a vivere questa Quaresima come un cammino fatto insieme, nelle nostre comunità chiamate ad essere più evangeliche, un cammino con Gesù.
Chiediamo a Maria che ci aiuti ad essere disponibili come lei alla Grazia di Dio, che in questi giorni quaresimali ci è offerta senza misura.
Buona Quaresima

