Cinque vescovi, tredici sacerdoti, cinque diaconi permanenti, un consigliere regionale, sette sindaci, uno stuolo di amministratori comunali, una dozzina di congregazioni religiose, i volontari di otto confraternite di Misericordie, movimenti mariani, associazioni, operatori sanitari e volontari a gogò: sabato scorso, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele di Bientina – tra palazzo civico e chiesa di Santa Maria Assunta – si è ritrovata una comunità intera per salutare la nascita di una residenza sanitaria assistenziale e di un centro diurno per persone anziane.
La struttura è intitolata alla Madonna del Sacro Cuore. La sua immagine – così bene riprodotta in vetroresina da un artista lucchese si trova adesso sul tetto dello stabile, oggi sede della rsa e che in passato fu abitato dalle suore Vincenziane della carità, che qui gestivano l’ospizio «cronici Luigi Gerini». Poi le suore lasciarono Bientina: era il 1995. Il palazzo, divenuto di proprietà della famiglia Pacini Battaglia, è rimasto a lungo inutilizzato. Un provvidenziale incontro tra gli eredi di Pierfrancesco Pacini Battaglia e il presidente della Fondazione «Madonna del Soccorso» don Mario Brotini ha aperto le porte ad una nuova soluzione: l’apertura di una moderna residenza sanitaria e centro diurno per anziani a dimensione familiare. «A Bientina una vera e propria rsa non c’è mai stata» ha ricordato il primo cittadino Dario Carmassi.
La nuova residenza potrà accogliere 48 persone anziane non autosufficienti e altri 5 in regime semiresidenziale. All’interno opereranno 43 dipendenti: sei infermieri, 26 operatori addetti all’assistenza di base o operatori socio assistenziali, due animatori, due fisioterapisti, oltre al coordinatore- direttore, al personale amministrativo, di cucina e dei servizi generali.
Presteranno servizio anche quattro suore Catechiste del Cuore Immacolato di Maria, in possesso del titolo di addette all’assistenza di base: già la loro presenza è una «benedizione», perché una famiglia religiosa, a Bientina, mancava da più di trent’anni. La direzione è affidata ad una neomamma, Maria Regina Banti, bientinese doc, già dipendente della Fondazione Madonna del Soccorso e fino ad oggi in servizio ad Orentano. La Fondazione è espressione della diocesi di San Miniato: nata a Fauglia l’8 dicembre 2009 per volontà dell’allora ordinario di San Miniato Fausto Tardelli, oggi conta circa 150 dipendenti e gestisce, oltre alla rsa di Fauglia, diverse opere assistenziali, educative e sociali, tra cui le rsa di Orentano, un asilo nido e una scuola dell’infanzia, una casa per ferie a Cavo all’Isola d’Elba, servizi di trasporto e attività di sostegno alle persone in difficoltà. «Anche mio padre è ospite di una rsa di Orentano» ha raccontato il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi «posso quindi testimoniare qual è lo spirito che anima gli operatori della Fondazione». Fondazione nata a San Miniato e che adesso mette le sue radici anche nella diocesi di Pisa. «È un bel segno di comunione tra due diocesi vicine» il commento di Paccosi. «La cura dei “nostri” bambini e dei “nostri nonni”? È la nostra porta verso il Cielo» dice a Toscana Oggi Riccardo Novi, avvocato, già direttore dell’istituto Sacerdos del Pontificio ateneo «Regina Apostolorum» è da 17 anni alla guida di questa opera diocesana. Ricorda come per la Fondazione Madonna del Soccorso «ogni letto del malato è un altare». E a Bientina, di fronte a più di mille Bientina: un paese in festa per l’inaugurazione della rsa «Madonna del Sacro Cuore» Nel fotoservizio di Gerardo Teta alcuni momenti della inaugurazione della rsa «Madonna del Sacro Cuore» a Bientina persone, ribadisce il suo «no» ad aborto e suicidio assistito.
Riccardo Novi ricorda ancora quando una delegazione della parrocchia di Bientina si recò alla sede della fondazione ad Orentano per avanzare l’idea di una residenza per anziani, integrata con il territorio. Sono passati tre anni da allora e una concomitanza di circostanze fortuite (o, per chi crede, provvidenziali) hanno permesso di dar piedi, mani e cuore a questo sogno. Se la «sintonia» con la comunità parrocchiale «sbocciò» fin dal primo incontro, quella con l’amministrazione comunale è nata subito dopo. «Il sindaco ci spalancò le porte. Da allora è nata con lui e con la giunta una bella amicizia» il racconto di Riccardo Novi.
Sabato, in piazza Guerrazzi a Bientina, le note di due bande musicali – la locale filarmonica e «La Ranocchia» di Orentano hanno creato il giusto clima del di’ di festa. Tra i bambini del nido e della scuola dell’infanzia (che poi avrebbero intonato un canto mariano) e almeno 70 dipendenti della Fondazione, anche delegazioni di altre strutture Uneba e della Fondazione «Stella Maris». E rappresentanti di diverse confraternite, arrivati indossando il loro «abito». È il caso della confraternita del Sacro Cuore di Sezze (detta dei «Sacconi») – una delle prime confraternite fondate da san Leonardo da Porto Maurizio nel 1745 – qui rappresentata da 54 persone, giunte in autobus dalla provincia di Latina; o della confraternita del Sacro Cuore di Sasso Ferrato, o ancora della confraternita del Santissimo Sacramento di Montopoli. Nella folla dei presenti chi scrive ha riconosciuto i genitori di monsignor Marco Billeri, presbitero sanminiatese, secondo segretario particolare di papa Leone XV; Marco Meucci, luogotenente per l’Italia centrale dei Cavalieri del Santo Sepolcro. I rappresentanti degli istituti di credito – la Banca popolare di Lajatico, il Credit Agricole, la Banca Toscana Centro, la Cassa di risparmio di Volterra che hanno sostenuto il «sogno» di una comunità. E, naturalmente, i dirigenti della Asl Toscana nord ovest e della Società della salute Alta val di Cecina, molto interessati a questo nuovo servizio sul territorio.
Al parroco don Ettore Baroniil compito della «regia» di un evento «storico» per la comunità parrocchiale. Don Ettore ha letto la lunga lista delle autorità presenti. Con il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi, c’erano anche quello di Pisa Saverio Cannistrà (al suo secondo impegno pastorale nel giorno del suo compleanno), l’emerito di Pisa Giovanni Paolo Benotto, il vescovo di Massa Marittima Piombino Carlo Ciattini e l’emerito di Pistoia e Pescia Fausto Tardelli da poco nominato presidente onorario della Fondazione. Un messaggio di saluto è arrivato anche dal vescovo di Arezzo Andrea Migliavacca, già vescovo di San Miniato. Anche diversi sindaci hanno voluto dare il loro saluto.
Poi la concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo Saverio Cannistrà (con il sacrista della Cattedrale di Pisa, il diacono Massimo Mariancini, nelle «vesti» di cerimoniere e il diacono Giorgio Redini- in servizio a Bientina – che ha letto il Vangelo). Prima della processione dalla piazza centrale del paese alla piazza dove sorge la rsa. «Evviva Maria! Evviva Maria! Evviva Maria!» il grido di centinaia di fedeli di fronte alla struttura, mentre fuochi d’artificio salutavano lo scoprimento, sul tetto, dell’immagine mariana. Del resto, la venerazione dei vertici della Fondazione verso Maria non è un «mistero»: tutte le opere sociali gestite dalla fondazione sanminiatese sono intitolate a Maria. E significativa anche la scelta di far raffigurare i 4 dogmi mariani all’interno della struttura. Al pian terreno ecco il beato Pio IX con la dichiarazione sull’Immacolata Concezione di Maria e il venerabile Pio XII con la dichiarazione dogmatica dell’Assunzione di Maria Santissima in Cielo; al piano superiore il Concilio di Efeso con la dichiarazione circa la Madre di Dio (Theotokos) e il Concilio di Costantinopoli sulla verginità perpetua della Madonna. La realizzazione «mistagogica» culmina sul «tetto» della Rsa dove appunto – è stata posta la grande statua mariana, ben visibile da tutta la piazza. Nel grande salone al piano terra è esposto un grande quadro della Madonna del Sacro Cuore interamente ricamato a mano (a punto croce), in questi mesi, da una ricamatrice di Bientina.
Dopo il taglio del nastro, l’ingresso nella struttura, ancora non abitata (lo sarà a fine anno). La sala della comunità è stata intitolata a monsignor Silvano Falaschi, indimenticato parroco di Bientina dal 1950 al 2001.

