Un fine settimana di grazia ha coinvolto la nostra comunità diocesana, unendo in un unico soffio di preghiera l‘Oasi di Capannee la parrocchia di San Giovanni Evangelista a Ponsacco. È stato un cammino iniziato nel silenzio operoso delle «24 ore per il Signore» e culminato in un momento di formazione e comunione ecclesiale.
Tutto ha avuto inizio sabato 28 febbraio, alle ore 8, presso la Cappella dell’Oasi dove facciamo adorazione ogni giorno dalle 18-24 e il sabato dalle 08-12.00. In questo fine settimana, per un giorno e una notte intera, fino alle prime luci della domenica, gli adoratori si sono alternati in turni ininterrotti.
Non è stata una semplice veglia, ma un vero “corpo a corpo” con Dio attraverso l’intercessione: ogni ora è stata U offerta per la pace nel mondo, per la santificazione dei sacerdoti, per le famiglie ferite e, con particolare insistenza, per il dono di nuove vocazioni nella nostra terra di San Miniato.
Questo clima di ascolto ha trovato il suo naturale compimento domenica pomeriggio a Ponsacco, dove alle 15:45 il vescovo Giovanni ha accolto i fedeli, ribadendo che l’adorazione è il cuore pulsante di una Chiesa in uscita. L’incontro, guidato da suor Rosaria Delia e dalla sua consorella Adriana, ha offerto una catechesi profonda sull’Eucaristia come fonte di misericordia.
Al centro il tema «Eucaristia fonte di Misericordia». La domenica della Trasfigurazione ha dato modo alla relatrice di citare il passo: «Signore, è bello per noi essere qui!» (Mt 17,4). Tuttavia, come ricordato nella testimonianza, questo “stare” non è un’evasione. Il rischio che corriamo nei nostri servizi parrocchiali è quello di agire per attivismo, portando agli altri le nostre fragilità invece del volto di Cristo. San Giovanni Paolo II, nell’enciclica Ecclesia de Eucharistia, scriveva: «È bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto, essere toccati dall’amore infinito del suo cuore». Solo da questo contatto nasce la vera missione. La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata a un momento esperienziale di intercessione, vissuto con una gioia visibile sul volto dei presenti.
La testimonianza della consorella di suor Rosaria ha reso concreto ciò che spesso resta astratto: l’incontro con Cristo nell’Ostia Santa è un’esperienza di Misericordia che abilita alla prossimità. Adorare significa farsi carico delle necessità altrui, trasformando il silenzio della cappella nel grido dell’umanità. Questo “stile” di preghiera si inserisce perfettamente nel cammino sinodale che la nostra Chiesa sta vivendo: un camminare insieme che parte dall’ascolto di Dio per giungere all’ascolto dell’uomo. L’incontro si è concluso con un invito accorato. Sebbene l’Oasi accolga già molti adoratori, la Diocesi ha bisogno di nuove “sentinelle”. L’invito non è solo a partecipare “ogni tanto”, ma a impegnarsi in un turno fisso. Assumere un’ora di adorazione settimanale significa garantire una presenza costante di lode e di consolazione a nome di tutti. È un atto di carità verso la Diocesi e un modo per sostenere il vescovo Giovanni nella preghiera per le vocazioni e per la pace. Chiunque senta il desiderio di iniziare questo cammino, anche chi non ha mai praticato l’adorazione perpetua, è atteso: è ai piedi di Gesù che si impara a diventare veri discepoli missionari.

