PALAIA Messa solenne a 20 anni dalla morte del Servo di Dio don Divo Barsotti

Il sacerdozio del cristiano nell’insegnamento di don Divo

La Redazione

Nella chiesa di Sant’Andrea a Palaia è stata celebrata domenica scorsa la Messa in occasione del ventesimo anniversario della morte del Servo di Dio Divo Barsotti, a presiedere la liturgia il vescovo Giovanni Paccosi. Nella sua omelia, il presule ha voluto sottolineare la testimonianza di don Divo come sacerdote «in questi giorni si parla molto del sacerdozio, mettendo in discussione la sua vigenza e la sua possibilità nel tempo presente».

Per farlo, monsignor Paccosi ha condiviso ricordi personali della «sconvolgente profondità» con cui don Barsotti celebrava l’Eucarestia: «Offriva al Signore non solo il pane e il vino, perché lo Spirito li facesse carne e sangue della Sua presenza tra noi, ma sé stesso, e tutta la realtà, perché fosse trasfigurata e resa sacramento». Particolarmente toccante il ricordo delle lezioni di spiritualità liturgica impartite da don Divo: «Voleva farci capire che sull’altare il sacerdote prende tutta la realtà fatta delle montagne, dei fiumi, delle piante, degli animali e, soprattutto, dell’umanità con tutti i suoi peccati e permette a Cristo di rompere la distanza di tempo e di spazio».

Il vescovo ha evidenziato come don Barsotti insegnasse che «ogni atto di un cristiano è sacerdotale», citando le parole dello stesso don Divo rivolte ai laici nel 1982: «È questo il vostro sacerdozio: N trasformare tutta la vostra vita in un atto di offerta, offerta a Dio prima di tutto, perché il sacrificio non può avere altro termine che Dio, anche se non è il solo termine. Il sacrificio del Cristo ha avuto infatti anche un secondo termine e cioè la salvezza del mondo. Così la vostra vita non può essere soltanto atto di sacrificio a Dio di lode, di adorazione, ma deve essere anche atto di propiziazione, di intercessione, di aiuto, di amore per i fratelli, per il lavoro, per la città, per la società, per i campi». Monsignor Paccosi ha ricordato che «la dimensione mistica della vita di Don Barsotti non è mai stata un allontanarsi dal mondo e dai problemi reali delle persone e della società, ma affermazione della primazia di Dio», invitando sacerdoti e fedeli a essere «ponte tra la piccolezza così fragile e peccatrice dell’uomo e l’infinita misericordia che ci salva, di cui don Divo è infaticabile testimone e costruttore».