Incontro con Mons. Carlo Ciattini

Serra Club: “Il tema della pace nel magistero pontificio”

di Riccardo Ceccatelli

«Tutti dicono “pace”, ma la pace non c’è» (cfr. Ger 8,11), questo il tema scelto dalla Presidenza Nazionale del Serra Italia per l’anno sociale 2025-2026, che invita a una riflessione profonda in un periodo storico come questo, segnato da numerosi conflitti globali. Il riferimento biblico al profeta Geremia sottolinea la differenza tra una pace proclamata solo a parole e una pace reale, che richiede impegno, conversione e giustizia.

Lo scorso 13 febbraio il Serra Club di San Miniato ha invitato a parlarne Mons. Carlo Ciattini, Vescovo di Massa Marittima-Piombino e già Cappellano e fondatore del Club stesso, chiedendogli di affrontarlo in relazione al magistero della Chiesa e in particolare a quello dei pontefici.

Mons. Ciattini ha iniziato il suo intervento richiamando innanzi tutto il senso prettamente teologico a fondamento di tutta la Dottrina Sociale della Chiesa su cui ovviamente si innesta anche il tema della pace. Da sempre la Chiesa ha una Dottrina Sociale, tuttavia – ha spiegato – il magistero vero e proprio inizia con la Rerum Novarum di Leone XIII, durante i conflitti sociali della seconda rivoluzione industriale. Da lì inizia un filone ininterrotto di documenti pontifici, le cosiddette Encicliche Sociali, che affrontano i temi del lavoro, della convivenza tra i popoli, della pace per arrivare poi al rapporto dell’uomo col creato stesso (si pensi alla Laudato Sì di papa Francesco).

Nel cuore del suo intervento il vescovo Carlo si è concentrato sull’enciclica Pacem in terris di San Giovanni XXIII, scritta nell’Aprile del 1963, in piena Guerra Fredda, pochi mesi dopo la crisi dei missili di Cuba (ottobre 1962), quando il mondo era arrivato sull’orlo di un conflitto nucleare. Il testo propone la pace come un edificio che poggia su quattro pilastri: verità, giustizia, amore e libertà. E molto suggestivo l’accostamento che, come ha spiegato, è stato fatto di questa enciclica alla Nona Sinfonia di Beethoven: proprio come i quattro movimenti della Nona Sinfonia infatti, l’enciclica si sviluppa, come abbiamo detto, attraverso quattro temi fondamentali che definiscono l’ordine della pace: la Verità: che è la base razionale e ontologica dell’ordine umano; la giustizia: Il rispetto dei diritti e dei doveri; l‘amore (carità): ovvero la forza vitale che lega gli esseri umani; la libertà: la condizione essenziale affinché la pace sia autentica. Inoltre la Nona Sinfonia culmina nell’Inno alla Gioia, che è un appello alla fratellanza universale (“Alle Menschen werden Brüder” – Tutti gli uomini diventano fratelli)… allo stesso modo, la Pacem in Terris è la prima enciclica indirizzata non solo ai cattolici, ma a “tutti gli uomini di buona volontà”, puntando verso lo stesso ideale di unità e pace universale espresso da Beethoven e Schiller.

Naturalmente tutti i pontefici in molte occasioni hanno parlato o si sono adoperati per la pace attivamente con la diplomazia oltre che col loro magistero, si pensi a Pio XI tra le due guerre mondiali e a Pio XII che gli succedette alla vigilia della II Guerra Mondiale, ma anche ai continui richiami alla pace degli ultimi pontefici. Difficile dire quanto siano stati o siano ascoltati, ben poco a vedere dai fatti, ma la Chiesa non può mai venir meno nel suo ruolo di dire la verità, anche quando si tratta di verità scomode e che non riscuotono il plauso del mondo o dei potenti di turno.

Il 13 febbraio ricorrevano anche i 15 anni di Episcopato del vescovo Carlo che, come molti ricordano ancora vivamente, fu ordinato vescovo nella Chiesa di San Francesco a San Miniato da Mons. Tardelli. È stata così l’occasione per vivere con lui questo significativo anniversario e porgergli, durante la conviviale che ha preceduto l’incontro, i nostri affettuosi e riconoscenti auguri.