Giornata della Pace

Il Vescovo consegna ai sindaci
il messaggio della pace

di don Francesco Ricciarelli

Un appuntamento ormai tradizionale quello della consegna da parte del vescovo agli amministratori locali del messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace. L’incontro quest’anno ha assunto un significato particolare di fronte alla drammaticità del contesto internazionale. All’evento hanno partecipato i sindaci del territorio diocesano, esponenti del consiglio e della giunta regionale, il prefetto di Pistoia e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il vescovo Giovanni ha sottolineato come il primo messaggio di Papa Leone giunga davvero in un momento particolare, in cui quella terza guerra mondiale a pezzi tante volte evocata da Papa Francesco, non sembra più a nessuno un modo di dire. Anzi c’è da chiedersi se la guerra mondiale non sia più a pezzi e stiamo «entrando veramente in un’epoca bellica».

Il titolo scelto dal Pontefice – «La pace sia con voi. Verso una pace disarmata e disarmante» riprende le prime parole pronunciate dalla Loggia di San Pietro il giorno della sua elezione. Monsignor Paccosi si è soffermato sui due participi scelti dal Papa: disarmata e disarmante. Il primo, un participio passato, indica qualcosa che già c’è, il secondo un’azione da compiere. La pace di Cristo, ha ricordato il vescovo, «è disarmata perché disarmata fu la sua lotta dentro precise circostanze storiche, politiche e sociali». Il vescovo ha letto un lungo passo del messaggio del Papa, in cui la pace è messa in relazione col mistero dell’Incarnazione, a partire dalla nascita di Cristo a Betlemme: Dio che si fa bambino rappresenta la forza disarmante della bontà. Riflettendo sulle parole del Papa, il vescovo ha messo in guardia contro le narrazioni che si definiscono realistiche ma che sono prive di speranza, in cui si dice che per avere la pace bisogna armarsi, prepararsi alla guerra. Un detto antico che la storia ha più volte smentito.

Il messaggio del Papa richiama dati allarmanti: nel 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 2.118 miliardi di dollari, pari al 2,5% del prodotto interno lordo mondiale. Una tendenza ininterrotta da dieci anni che va nella direzione opposta rispetto alla costruzione della pace. Citando la Pacem in Terris diSan Giovanni XXIII, papa Leone ricorda che il vero disarmo non può essere solo materiale: l’arresto della corsa agli armamenti, la loro effettiva riduzione e a maggior ragione la loro eliminazione sono impossibili se nello stesso tempo non si procede a un disarmo integrale, anche degli spiriti. Da questo punto di vista, un servizio fondamentale può essere svolto dalle religioni, che devono vigilare sul crescente tentativo di trasformare le parole in armi. Le religioni devono costruire «case della pace», cioè luoghi dove si fa esperienza di pace. E anche la politica, ha ricordato monsignor Paccosi, ha una responsabilità enorme: quella di scegliere «la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale». Il vescovo ha concluso ricordando che anche nelle realtà locali, nelle «aree interne» come la nostra, la pace si può costruire. «Abbiamo la grande ricchezza di una collaborazione stretta fra il mondo del volontariato, delle associazioni, la stessa Chiesa, le istituzioni locali – ha sottolineato il vescovo -.

L’incontro di oggi è e deve essere sempre più esemplare anche per la politica agli alti livelli di come davvero si possa collaborare nel rispetto della diversità per costruire rapporti di rispetto reciproco e di giustizia, che poi è ciò che rende possibile la pace. Per cui tutte le iniziative di educazione al dialogo, all’inclusione, l’opera delle istituzioni, l’opera delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e i momenti come quello di oggi sono importanti e ci permettono, dialogando insieme, di riprendere con speranza il cammino di costruzione comune della pace». Il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, portando il suo saluto, ha commentato a sua volta il messaggio del Papa sottolineandone la consonanza col discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella.

Entrambi messaggii, ha sottolineato il primo cittadino, richiamano al «disarmo delle parole», respingendo l’odio e la violenza verbale e indicando nel dialogo e nel rispetto reciproco l’unica via per superare le divisioni. «La pace – ha concluso Giglioli non è solo la fine delle ostilità, ma la costruzione di nuove relazioni fondate sulla fiducia, sulla responsabilità e sul riconoscimento reciproco». Un impegno che parte anche dalle comunità locali, nella quotidianità dell’amministrazione e dell’educazione civile.

Il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace