14° Giornata Nazionale per la Custodia del Creato

“Quante sono le tue opere, Signore”

Celebrazione diocesana al Galleno Domenica 8 Settembre

Quest’anno è giocoforza abbandonarci al canto; è il Salmo, con la sua dolce arcana melodia, il Salmo 104, che ci conduce agli infiniti orizzonti della divina creazione. Ne rileviamo due versetti dalla fedele e moderna, traduzione di un celebre maestro, padre David Maria Turoldo. Uno all’inizio: “Anima mia al Signore dà lode: quanto sei grande, Signore mio Dio, son le tue vesti maestà e splendore! Egli s’avvolge d’un manto di luce; come una tenda dispiega i cieli, sopra le acque innalza la casa, fa delle nubi il suo cocchio regale e sulle ali del vento avanza”.

Un altro alla fine, con aggiunta personale dell’autore poeta: “E sia la terra infine mondata da ogni malvagio e profanatore, tutti gli empi vi sian dissolti! Anima mia, al Signore dà lode”… “ Gigli dei campi, lodate il Signore, volate uccelli, intorno alla croce, anche voi, uomini, dategli gloria poiché fa splendere tutto il creato”.

Ma prima di padre David, il mistico filosofo ebreo chassidico, Martin Buber, aveva anche scritto: “Il singolo corrisponde a Dio quando abbraccia umanamente il pezzo di mondo che gli è stato affidato, come Dio abbraccia divinamente la creazione. Il singolo realizza l’immagine di Dio… quando con tutto il suo essere dice tu agli esseri che vivono intorno a lui”.

È qui il centro, il grande salto della Teologia, la scoperta, e del chassidismo e del cristianesimo, della volontà del Signore di tutto e di tutti; dice Lui, e bisogna saperlo ascoltare e poi credergli: “Non solo a Me dovete prostrarvi, ma anche a tutte le mie creature, donne e uomini compresi; dovete dar lode e accudire anche con la pratica della giustizia e della fraternità”.

È qui il centro della fede, vera e matura. Ed è sicuramente per tutto ciò che i vescovi, quest’anno, in difesa del Creato, e quindi della Biodiversità, hanno concluso il loro “messaggio”, che significa fare messa, unità universale, comunione fraterna, riportando il pensiero di Papa Francesco: “Finalmente gli esseri umani manifestino la loro volontà profonda di figli, anche in comportamenti di amore e di cura per la ricchezza della vita. Solo un’umanità così rinnovata sarà all’altezza della sfida posta dalla crisi socio-ambientale: che lo Spirito creatore guidi ogni uomo e ogni donna ad un’ autentica conversione ecologica…”.

Dalla nostra Diocesi in San Miniato, a partire dal nostro Vescovo Andrea, agli Uffici per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso e per i Problemi sociali e il Lavoro, v’invitiamo, con umiltà e grande gioia, a partecipare alla giornata per la custodia del Creato, con il seguente programma di accoglienza e celebrazione: Domenica 8 settembre 2019 presso la Parrocchia di Galleno via della chiesa, 22 loc. Galleno – Fucecchio (FI). Di seguito il programma della giornata:

ore 9:30 Accoglienza e preghiera iniziale

ore 10:00 Passeggiata sulla via Francigena.

ore 11:30 Santa Messa

ore 13:00 Pranzo

(Antipasto e primo. Quota 10€ è necessario prenotare c/o Monti Gabriella recapito 320 0307934)

ore 15:00 “Nuovi stili di vita alla luce dell’Enciclica Laudato si” – interverranno:

  • Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato
  • Adriano Sella, missionario, Coord. Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita.

Messaggio per la Giornata del Creato

Imparare a guardare alla biodiversità, per prendercene cura: è uno dei richiami dell’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco. Esso risuona con particolare forza nel documento preparatorio per il Sinodo che nell’ottobre del 2019 sarà dedicato all’Amazzonia, una regione che è “un polmone del pianeta e uno dei luoghi in cui si trova la maggior diversità nel mondo” (“Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’Ecologia Integrale”, n.9). La Giornata per la Custodia del Creato è allora quest’anno per la Chiesa italiana un’occasione per conoscere e comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche la nostra terra è così ricca. Proprio il territorio italiano, infatti, è caratterizzato da una varietà di organismi e di specie viventi acquatici e terrestri, a disegnare ecosistemi che si estendono dagli splendidi boschi delle Alpi – le montagne più alte d’Europa – fino al calore del Mediterraneo.

Uno sguardo contemplativo

Al centro della sezione della Laudato Si’ dedicata alla biodiversità (nn. 32-42) c’è uno sguardo contemplativo rivolto ad alcune aree chiave del pianeta – dal bacino del Congo, alle barriere coralline, fino alla foresta dell’Amazzonia – sedi di una vita lussureggiante e differenziata, componente fondamentale dell’ecosistema terrestre. Prende così corpo e concretezza la contemplazione del grande miracolo di una ricchezza vitale, che – evolutasi da pochi elementi semplici – si dispiega sul pianeta terra in forme splendidamente variegate. In tale sguardo papa Francesco sembra fare eco alle parole del Salmo: “Quante sono le tue opere, Signore! Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature” (Sal. 104, 24). Quel canto alla potenza creatrice di Dio attraversa l’intera Scrittura, celebrando l’ampiezza della Sua misericordia: “Tu hai compassione di tutte le cose, perché tutte sono tue” (Sap. 11, 26).Davvero il Dio trino mostra la ricchezza del suo amore anche nella varietà delle creature e lo stesso sguardo di Gesù alla bellezza del mondo – nota ancora la Laudato Si’ – esprime la tenerezza con cui il Padre guarda ad ognuna di esse (cf. LS n.96). Dopo la Pasqua, poi, le creature “non ci si presentano più come una realtà meramente naturale, perché il Risorto le avvolge misteriosamente e le orienta a un destino di pienezza” (LS. n.100). Siamo chiamati, dunque, a lasciarci coinvolgere in tale sguardo, per contemplare anche noi – grati, ammirati e benedicenti, come Francesco d’Assisi – le creature della terra ed in particolare il mondo della vita, così vario e rigoglioso.

Uno sguardo preoccupato

Nell’enciclica Laudato Si’, però, l’invito alla contemplazione della bellezza si salda con la percezione della minaccia che grava sulla biodiversità, a causa di attività e forme di sviluppo che non ne riconoscono il valore: “per causa nostra migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza, né potranno comunicarci il loro messaggio. Non ne abbiamo il diritto” (n.33). La logica dell’ecologia integrale ricorda che la struttura del pianeta è delicata e fragile, ma anche fondamentale per la vita della famiglia umana. In una creazione in cui tutto è connesso, infatti, ogni creatura – ogni essere ed ogni specie vivente – dispiega il suo grande valore anche nei legami alle altre. Intaccare tale rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita con un comportamento irresponsabile. Si eviti, quindi, di distruggere realtà di grande valore anche dal punto di vista economico, con impatti che gravano soprattutto sui più fragili. L’attenzione ai più poveri è condizione di possibilità per una vera salvaguardia della biodiversità. Non a caso l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium sottolineava che “mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha unito tanto strettamente al mondo che ci circonda, che (…) possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione” (n.215): la perdita di biodiversità è una delle espressioni più gravi della crisi socio-ambientale. Ed anche il nostro paese è esposto ad essa: con dinamiche che interessano sia il mondo vegetale che quello animale, depotenziando la bellezza e la sostenibilità delle nostre terre e rendendole meno vivibili.

Coltivare e custodire la biodiversità

Che fare allora? La stessa Laudato Si’ ricorda che “siamo chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre, perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace bellezza e pienezza” (n.53): siamo chiamati, dunque, a convertirci, facendoci custodi della terra e della biodiversità che la abita. Sarà importante favorire le pratiche di coltivazione realizzate secondo lo spirito con cui il monachesimo ha reso possibile la fertilità della terra senza modificarne l’equilibrio. Sarà necessario utilizzare nuove tecnologie orientate a valorizzare, per quanto possibile, il biologico. Sarà altresì importante conoscere e favorire le istituzioni universitarie e gli enti di ricerca, che studiano la biodiversità e operano per la conservazione di specie vegetali e animali in via di estinzione. Si tratterà, ancora, di opporsi a tante pratiche che degradano e distruggono la biodiversità: si pensi al land grabbing, alla deforestazione, al proliferare delle monocolture, al crescente consumo di suolo o all’inquinamento che lo avvelena; si pensi altresì a dinamiche finanziarie ed economiche che cercano di monopolizzare la ricerca (scoraggiando quella libera) o addirittura si propongono di privatizzare alcune tecnoscienze collegate alla salvaguardia della biodiversità. Ma andranno pure contrastati – con politiche efficaci e stili di vita sostenibili – quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico. Occorrerà al contempo potenziare tutte quelle buone pratiche che la promuovono: anche per l’Italia la sua valorizzazione contribuisce in molte aree al benessere e alla creazione di opportunità di lavoro, specie nel campo dell’agricoltura, così come nel comparto turistico. Ed ha pure un grande valore il patrimonio forestale, di cui l’uragano Vaia ha mostrato la fragilità di fronte al mutamento climatico. É allora forse il momento che ogni comunità si impegni in una puntuale opera di discernimento e di riflessione, facendosi guidare da alcune domande: Qual è la “nostra Amazzonia”? Qual è la realtà più preziosa – da un punto di vista ambientale e culturale – che è presente nei nostri territori e che oggi appare maggiormente minacciata? Come possiamo contribuire alla sua tutela? Occorre conoscere il patrimonio dei nostri territori, riconoscerne il valore, promuoverne la custodia.

Il creato attende

Il Messaggio inviato da papa Francesco per la Quaresima 2019 ricorda che il creato attende ardentemente la manifestazione dei figli di Dio: attende, cioè, che finalmente gli esseri umani manifestino la loro realtà profonda di figli, anche in comportamenti di amore e di cura per la ricchezza della vita. Solo un’umanità così rinnovata sarà all’altezza della sfida posta dalla crisi socio-ambientale: che lo Spirito creatore guidi ogni uomo e ogni donna ad un’autentica conversione ecologica, secondo la prospettiva dell’ecologia integrale della Laudato Si’, perché – nel dialogo e nella pace tra le diverse fedi e culture – la famiglia umana possa vivere sostenibilmente sulla terra che ci è stata donata.

 

Roma, 31 maggio 2019, Visitazione della Beata Vergine Maria

 

LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE

LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

 

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