Dalla Diocesi

San Miniato si prepara a celebrare gli 80 anni del Dramma Popolare

La Redazione

C’è un filo sottile ma resistente che passa attraverso le pietre antiche di San Miniato, attraverso le parole pronunciate su un palco all’aperto, attraverso l’eco di storie capaci di smuovere lo spirito. Quel filo è il Dramma Popolare, nato dalle macerie della seconda guerra mondiale con una missione precisa: parlare al popolo, restituire valori, riaccendere speranze. Ottant’anni dopo, la Fondazione Istituto Dramma Popolare si appresta a celebrare questo straordinario traguardo con un programma che abbraccia l’intero anno che si apre. La conferenza stampa di presentazione, tenutasi venerdì 20 febbraio, ha svelato un calendario ambizioso, ricco di spettacoli, convegni, mostre e iniziative formative. Il presidente Marzio Gabbanini non ha nascosto la soddisfazione per il risultato raggiunto: «Siamo in un momento in cui la cultura è in crisi e il teatro ancor di più. Eppure siamo vivi e vitali e i risultati ci premiano». Parole che suonano come una dichiarazione di resistenza in un panorama nazionale dove le istituzioni teatrali faticano sempre più ad andare avanti.

Mentre il Dramma Popolare spegne le sue ottanta candeline, si commemorano gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Due anniversari che intrecciano, quasi per destino, attorno a un tema comune: la pace. Non la pace come concetto astratto o retorico, ma come pratica quotidiana di riconciliazione, come capacità di guardare l’altro con occhi nuovi, di riconoscere le proprie fragilità e di scegliere il perdono.

È su questo orizzonte che si muoverà l’intera programmazione dell’anno, come ha spiegato il presidente Gabbanini: eventi e spettacoli pensati per incoraggiare la riflessione sui conflitti, sulle differenze, sulla necessità di accettare ciò che ci è estraneo. Il momento clousarà la Festa del Teatro, con lo spettacolo centrale scritto da Davide Rondoni, poeta e C’ presidente del comitato nazionale per le celebrazioni francescane, che metterà in scena una produzione dell’Istituto dedicata al Santo di Assisi. Il vescovo di San Miniato, monsignor Giovanni Paccosi, ha riflettuto sul tema scelto: lo spettacolo principale rifletterà sulla pace come frutto di un disarmo interiore, di una riconciliazione che ha le sue radici proprio nello sguardo di Francesco, capace di vedere in ogni cosa il segno di un amore infinito. Un messaggio antico eppure urgente, in un’epoca segnata da conflitti e divisioni.

IL CALENDARIO DEGLI EVENTI

Gli appuntamenti inizieranno il 9 marzo prossimo con la presentazione a Palazzo Grifoni, del libro dell’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, in occasione della Giornata internazionale della donna. Pochi giorni dopo, l’11 marzo, andrà in scena uno spettacolo dedicato a Grazia Deledda scritto e interpretato da Paola Contini. Il 25 marzo, giorno del Dantedì, saranno protagoniste le scuole superiori con lo spettacolo «Quando Dante incontrò Francesco», realizzato in collaborazione con la Fondazione Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo. A fine marzo, nella chiesa della Trasfigurazione di San Miniato Basso, si terrà un concerto di musica sacra di César Franck.

Aprile vedrà il lancio del progetto «Dramma Popolare Digitale», che renderà accessibile online l’archivio storico della Fondazione grazie ai fondi europei del programma Next GenerationEU. Un passo importante per la conservazione e la diffusione di un patrimonio culturale di straordinario valore.

In maggio spazio alla formazione: saranno presentati i lavori degli studenti degli istituti superiori del territorio, coinvolti nei corsi di lettura espressiva e teatro del Dramma Popolare, e si terrà il convegno «I Teatri del Sacro», dedicato al rapporto tra arti performative, spiritualità e comunità.

Giugno ospiterà una conferenza sul tema del potere nell’arte, mettendo a confronto il linguaggio visivo di Caravaggio con la drammaturgia di Shakespeare.

A settembre, presso il convento di San Francesco, si affronteranno i temi della pace e della gestione non violenta dei conflitti, mentre un secondo incontro esplorerà i legami tra la figura di Francesco e il teatro medievale.

Ottobre sarà il mese della memoria visiva: uscirà un libro dedicato agli ottanta manifesti storici della Festa del Teatro, e nei fine settimana del 17-18 e 24-25 ottobre la sede del Dramma Popolare aprirà straordinariamente le porte al pubblico per una mostra che raccoglierà i manifesti e le lastre originali per incisione.

A dicembre, infine, al convento di San Romano, una conferenza concluderà il percorso tematico con una riflessione sulla morte di Francesco tra dolore e letizia.

Attorno alla Fondazione si è costituita una rete di sostegno istituzionale e privato che dice molto del radicamento di questa realtà nel tessuto della città. Il sindaco Simone Giglioli ha ricordato come il Comune di San Miniato sia tra i fondatori originari della Fondazione e ne sostenga con convinzione l’attività, riconoscendo nel Dramma Popolare un motore di attrattività culturale per l’intero territorio. Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e Crédit Agricole Italia hanno confermato il loro sostegno finanziario, nella convinzione che investire in questa istituzione significhi investire nell’identità e nel futuro della comunità. Anche Nuovi Orizzonti, che da dieci anni gestisce il Convento di San Francesco a San Miniato, parteciperà attivamente agli eventi.