Vescovo Eletto

 

X Giovanni Paccosi

Del clero della Diocesi di Firenze,
nato a Firenze il 2 Giugno 1960,
è stato eletto Vescovo di San Miniato il 24 dicembre 2022.
Sarà consacrato Vescovo nella Cattedrale di Firenze
il 5 febbraio 2023,
e farà ingresso nella Diocesi di San Miniato
il 26 febbraio 2023, I Domenica di Quaresima.

» La prima lettera di saluto di Mons. Giovanni Paccosi al clero e ai fedeli della Diocesi di San Miniato


 

Curriculum Vitae

Mons. Giovanni Paccosi è nato il 2 giugno 1960 a Firenze, Provincia e Arcidiocesi di Firenze. Durante gli studi superiori entra a far parte del movimento Comunione e Liberazione di cui diventa uno degli esponenti. Terminati i corsi teologici nel Seminario Arcivescovile di Firenze viene ordinato presbiterio per l’Arcidiocesi di Firenze il 4 aprile 1985.

Dal 1985 al 1988 è stato Vicario parrocchiale in Santa Maria in Scandicci (FI) e dal 1988 al 1989 in Santa Maria a Novoli in Firenze. Dal 1989 al 1996 è stato Parroco di San Martino a Strada in Bagno a Ripoli (FI) e dal 1996 al 2001 di S. Maria a Coverciano in Firenze. Nel 2001 è stato inviato come sacerdote Fidei donum nella Diocesi di Carabayllo nel distretto di Lima in Perù dove fu nominato Parroco di Santa María de la Reconciliación, Responsabile della pastorale universitaria nella Universidad Católica “Sedes Sapientiae” di Carabayllo, Docente e Coordinatore dell’Área de Antropologia y Teologia e Responsabile della formazione del clero giovane nella Diocesi.

Nel 2005 ha conseguito la Licenza in Sacra Teologia presso la Facultad de Teología Pontificia y Civil de Lima, nel 2006 la Licenza in Educación Secondaria con specializzazione Filosofía y Religión presso la Universitad Católica “Sedes Sapientiae”, infine, nel 2015 il Dottorato in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.

Dal 2016 è Parroco di Gesù Buon Pastore a Casellina in Scandicci (FI), contemporaneamente ha ripreso l’insegnamento della Religione Cattolica nel locale Liceo Scientifico e dal 2017 è Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto fino ad Agosto 2022.

Dal 2019 al 2022 Vicario Episcopale per la Pastorale dell’Arcidiocesi di Firenze.

Come membro di Comunione e Liberazione è Visitatore incaricato delle Comunità dei Paesi del Centroamerica. Da Agosto 2022 è Responsabile per l’America Latina della Fraternità di Comunione e Liberazione.

 

Incarichi pastorali

  • 1985-1988: Vicario parrocchiale in S. Maria in Scandicci (FI).
  • 1988-1989: Vicario parrocchiale in S. Maria a Novoli in Firenze.
  • 1989-1996:  Parroco di San Martino a Strada in Bagno a Ripoli (FI).
  • 1996-2001: Parroco di S. Maria a Coverciano in Firenze.
  • 2001-2015: Parroco di Santa María de la Reconciliación in Lima, Responsabile della pastorale universitaria nella Universidad Católica “Sedes Sapientiae” di Carabayllo, Docente e Coordinatore dell’Área de Antropologia y Teologia nella medesima Università e Responsabile della formazione del clero giovane nella Diocesi di Carabayllo.
  • Dal 2016:   Parroco di “Gesù Buon Pastore a Casellina” in Scandicci (FI).
  • 2017-2022: Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia del Culto.
  • Dal 2018: Canonico onorario della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
  • 2018-2022: Membro del Collegio dei Consultori.
  • 2019-2022:  Vicario Episcopale per la Pastorale nell'Arcidiocesi di Firenze.
  • 2020-2022: Coordinatore del Comitato diocesano per don Lorenzo Milani.

 

Stemma Episcopale

Secondo la tradizione araldica della Chiesa cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:

  • uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, da particolari devozioni o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altre particolarità;
  • una croce astile, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;
  • un cappello prelatizio (galero), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3), il tutto di colore verde;
  • un cartiglio inferiore recante il motto scritto abitualmente in nero.

In questo caso è stato adottato uno scudo di foggia “bucranica”, in stile rinascimentale, usato frequentemente in araldica ecclesiastica, mentre la croce astile d’oro è “trifogliata”, con cinque gemme rosse a simboleggiare le Cinque Piaghe di Cristo.

 

Il motto:  VENITE ET VIDETE (Gv 1,39)

Per il proprio motto episcopale il Vescovo Paccosi ha scelto queste parole tratte dal vangelo di Giovanni che descrivono in sintesi il metodo del Cristianesimo: essendosi Dio fatto uomo, l’esperienza della sua Presenza è un avvenimento che si può comunicare e incontrare.

 

Interpretazione

Il “capo” dello scudo è “partito”, diviso cioè in due parti uguali da una linea verticale; a destra (si noti che in araldica le direzioni destra e sinistra sono invertite rispetto all’osservatore perché riferite alla destra e alla sinistra dell’ipotetico portatore dello scudo) troviamo la Croce di San Giovanni Battista che, storicamente, oltre ad essere la bandiera della Repubblica Fiorentina dal 1115 al 1532, fu vessillo ghibellino, e per questo fa riferimento alla storia imperiale di San Miniato; inoltre, costituisce richiamo al nome del Vescovo, Giovanni. A sinistra, su di un campo azzurro, campeggia una stella a otto punte, simbolo della Beata Vergine Maria ma anche del Battesimo, della Chiesa e delle otto Beatitudini. L’azzurro è il colore simbolo della incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta l’anelito umano rivolto all’Infinito, a Dio.

Nel centro dello scudo si staglia il monogramma di Cristo, il Chi Rho, conosciuto anche come Chrismon: esso è in rosso, colore che simboleggia l’amore assoluto del Padre che invia il Figlio, e colore del sangue versato dal Figlio per la nostra redenzione; campeggia sull’oro, il primo tra i metalli nobili, simbolo quindi della prima delle Virtù: la Fede. In essa possiamo accogliere il mistero di salvezza recato a noi da Cristo, dal suo farsi povero per la nostra liberazione.

Ai lati del Chrismon troviamo una rondine, che rappresenta il viaggio e il ritorno, esperienze vissute da don Giovanni come missionario. La rondine è legata anche al ricordo del Venerabile Giorgio La Pira, il quale affermava che “I giovani sono come le rondini: volano verso la primavera!”. Rappresenta perciò il desiderio e la speranza della giovinezza, che in Cristo trova la sua piena realizzazione.

All’altro lato vi è il Giglio, simbolo della città e della Chiesa Metropolitana di Firenze, comunità di nascita e della vocazione cristiana del Vescovo.

In basso, nella punta dello scudo, appare un grafico. È lo stesso che il Servo di Dio don Luigi Giussani utilizzava per rappresentare il mistero dell’Incarnazione. La freccia orizzontale raffigura la linea mobile della storia umana; la X in alto rappresenta il Mistero, Dio, che gli uomini in tutte le epoche hanno cercato di conoscere e definire: di questa ricerca incessante e mai risolta sono simbolo le frecce ascendenti; la freccia che scende dalla X verso la storia umana è l’immagine dell’Incarnazione: Dio ha deciso di manifestarsi dentro la nostra storia, affinché lo possiamo incontrare nella realtà umana di Cristo, qui e ora, nella Chiesa. “Venite e vedete”.