I giovani della Diocesi in piazza San Pietro lunedì 18 aprile per l’incontro col S.Padre

I nostri giovani a Roma con papa Francesco

di Linda Latella e Francesco Fisoni

Duecentoventi giovani della nostra Diocesi erano presenti in piazza San Pietro lunedì 18 aprile per l’incontro di preghiera con il Santo Padre. L’evento, cui hanno partecipato 80 mila adolescenti da tutta Italia, era promosso dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei sul tema #Seguimi.

Ci riportano la loro testimonianza Linda Latella, responsabile della Pastorale giovanile diocesana, e don Simone Meini, direttore del Centro diocesano vocazioni.


18 aprile 2022: una data che rimarrà impressa

di Linda Latella

Senza dubbio il 18 aprile 2022 sarà una data che rimarrà impressa nei ricordi dei 220 ragazzi della nostra diocesi che hanno partecipato con entusiasmo al Pellegrinaggio adolescenti a Roma da papa Francesco; un invito che arriva dopo anni di chiusure e privazioni e che rappresenta per molti di loro il primo viaggio “da soli” e la prima esperienza di pellegrinaggio. La nostra avventura inizia proprio dal viaggio in pullman dove le ore passano velocemente tra canti, risate e scherzi. Arrivati a Roma ci siamo diretti in piazza San Pietro insieme ai giovani provenienti dalle altre diocesi, in tutto una folla di quasi 80 mila adolescenti in festa che ha preso d’assalto la Capitale: l’attesa per l’ingresso nella piazza non è stata breve, ma tra uno spuntino, qualche foto e un’intervista inaspettata, il tempo è passato più veloce del previsto e finalmente si sono aperti i cancelli. Come una lunga catena, ognuno di noi agganciato allo zaino di un altro per non disperderci, ci siamo diretti alle postazioni che ci aspettavano… in prima fila! L’emozione di trovarsi al centro di quella enorme piazza con una folla immensa di giovani in festa è stato un momento ricco di emozione che i ragazzi hanno condiviso tra loro e con gli educatori, l’emozione di far parte di un corpo riunito per un unico scopo: incontrare papa Francesco! La festa si è aperta a suon di musica con cantanti del calibro di Blanco e Matteo Romano, oltre ad altre figure note del mondo dello spettacolo, che hanno infiammato i giovanissimi riuniti nella piazza catalizzando la loro attenzione in vista dell’arrivo del vero protagonista, il Santo Padre. Il Papa è stato accolto da una piazza viva in cui si è letteralmente immerso per cogliere l’emozione dell’incontro e l’onda di amore rivolta verso di lui. Una piazza che, come detto dallo stesso Francesco all’inizio del suo discorso, attendeva da tempo di riempirsi della presenza, dei volti e dell’entusiasmo dei giovani. Al termine dell’incontro, stanchi ma soddisfatti, è stata intrapresa la via del S ritorno sicura dell’unicità della giornata vissuta e con la soddisfazione di vedere la gioia nei volti dei ragazzi, la più grande ricompensa a qualsiasi sacrificio.


«Il fiuto dei nostri giovani». Intervista a don Simone Meini

di Francesco Fisoni

Don Simone, all’incontro con il Papa del 18 aprile si respirava la voglia di “esserci” di questi giovani. Un segno di grande vitalità dopo i due anni di pandemia. Hai avuto la stessa impressione?

«Si, il desiderio di partecipare a questo evento è stato grande, anche da parte mia. È sempre bello quando siamo chiamati dalla Chiesa a stare insieme per poter ascoltare la parola del Papa. Vivo ancora D questa emozione sperimentata il lunedì di Pasqua. Devo dire che i ragazzi erano contenti per questo primo grande incontro ecclesiale vissuto insieme a tanti altri ragazzi della loro età. Ciò che li ha spinti ad esserci – parlo ad esempio per quelli della mia parrocchia – è stato il desiderio di incontrare e conoscere altri ragazzi e ragazze come loro. Ed è stato bello vedere, nonostante un po’ di timidezza – questi due anni sono stati una grande zavorra per il loro stare insieme – è stato bello vedere la loro gioia, e rivedere anche una Chiesa unita, che respira la speranza e che insieme con il Papa cammina incontro a Gesù. Un invito che è arrivato con l’hashtag che ha dato il nome all’evento: «#Seguimi», quasi un invito vocazionale che molto si rifà al mondo giovanile. Un invito che ci rinfranca nel nostro cammino di fede e un aiuto ripartire».

L’incontro con il Papa ci dice anche un’altra cosa: che nel cuore dei giovani, checché se ne dica, abita un grande desiderio di senso…

«Si concordo, anche se credo che molti di questi giovani non riescano a cogliere fino in fondo questo desiderio di senso. Il Papa ha parlato di “fiuto dei giovani” che gli adulti hanno perso. Questo fiuto chiama i giovani a stare con Dio in un modo che forse noi adulti non siamo ancora capaci a pieno di cogliere e intercettare nelle nostre parrocchie. A Roma non c’erano solo ragazzi di parrocchia, ma questo direi che è normale: nei grandi eventi si trova sempre qualche curioso che viene per vedere cosa fanno gli altri; ragazzi per i quali il desiderio di senso è magari mediato dagli stili offerti dalla nostra società. Possiamo sperare che la nostra testimonianza abbia avuto almeno un richiamo di conversione per questi giovani».

Da Piazza San Piero lo sguardo sul futuro qual è? Quali frutti pastorali potranno maturare da questo incontro anche nella nostra chiesa di San Miniato?

«C’è sempre la speranza che l’aver incontrato Qualcun altro sia di forza… Sapere che quasi 80 mila giovani da tutta Italia sono venuti a Roma, non perché c’era Blanco o altri vip (al momento dell’iscrizione non era prevedibile la loro presenza) è sinceramente confortante. Eravamo lì perché il Papa, la Chiesa ci ha chiamato e siamo andati volentieri. In piazza San Pietro nello stare insieme agli altri abbiamo sperimentato Cristo risorto. Nella gioia abbiamo incontrato quel volto che ci appare misterioso ogni volta che partecipiamo ai riti e alla preghiera nella Chiesa, ma presente in questi momenti collettivi di comunione. Mi auguro davvero che il ricordo di così tanti giovani riuniti sia di stimolo a proseguire il cammino di fede per i ragazzi adolescenti delle nostre parrocchie; che l’aver vissuto questa giornata regali loro lo slancio per poter continuare il cammino di fede nonostante i dubbi e le cadute. È stato gettato un seme che porterà frutto quando Dio vorrà. Intanto è utile sapere che l’8 maggio faremo una camminata insieme al nostro vescovo Andrea organizzata dal Centro diocesano vocazioni che potrebbe essere già un proseguimento ideale del “#Seguimi”. Il Papa ha acceso questa scintilla, ora sta a noi rimboccarci le maniche».